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giovedì 21 giugno 2018 20:16:43
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Inchiesta Expo, per Sala nuova accusa concorso in abuso d’ufficio. Il sindaco: “Tutto difficile da capire”

13 dicembre 2017 Politica

”È tutto molto difficile da capire. Il come nascono queste vicende va oltre il mio livello di comprensione. Ci sono gli avvocati e fanno la loro parte, io ho bisogno di rimanere concentrato su tematiche importanti”. Così il sindaco Giuseppe Sala risponde, margine della presentazione del piano del comune per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ai cronisti che gli hanno chiesto della nuova indagine per concorso in abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra dei servizi di Expo.  “Garantisco ai milanesi che per me può essere anche tutto faticoso, ma sono ben oltre quel livello di serenità minimo che serve per fare questo difficile lavoro. E lo faccio con continua motivazione”, ha anche detto Sala
Il sindaco  è indagato per concorso in abuso d’ufficio in un capitolo dell’inchiesta sulla piastra dei servizi di Expo, quello relativo alla fornitura del verde per l’esposizione universale del 2015. L’accusa, inizialmente codificata in turbativa d’asta, poi stralciata, è stata riformulata come concorso in abuso d’ufficio e va ad aggiungersi a quella di falso materiale e ideologico per la quale è stato richiesto il rinvio a giudizio da parte della procura generale. Per il capitolo riguardante il verde Sala è indagato in concorso con l’ex dg di Expo Angelo Paris per aver affidato in maniera diretta l’appalto per le alberature alla ditta Mantovani.

LEGALI SALA: INIZIATIVA PROCURA ANOMALA, DA SEMBRARE PERSECUTORIA – “Questa volta è contestato al Sindaco Sala un reato sino ad oggi mai ipotizzato nei suoi confronti, cioè l’abuso d’ufficio. Questa iniziativa della PG di Milano si pone in evidente contraddizione con i giudizi che ANAC, Avvocatura dello Stato e la stessa Procura della Repubblica di Milano hanno precedentemente formulato, apparendo anomala al punto da sembrare persecutoria”. Così  un passaggio della nota degli avvocati Salvatore Scuto e Stefano Nespor, collegio difensivo del sindaco Giuseppe Sala, diffusa ieri dopo la notizia della nuova indagine.
“È un’iniziativa che offre una ulteriore dimostrazione delle difficoltà e degli ostacoli che, in questo Paese, incontra chiunque si trovi ad eseguire, nel rispetto della legge e in un tempo definito, un importante progetto pubblico, facendo affidamento sulle valutazioni delle Autorità dello Stato competenti”, prosegue la nota. “Riepilogando velocemente i termini processuali della questione, occorre ricordare che le indagini iniziate nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Milano erano state da questa concluse con una richiesta di archiviazione. La Procura Generale di Milano, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, aveva avocato a sé le indagini e, nel giugno di quest’anno, aveva inviato un primo avviso di conclusione delle medesime, con il quale si contestava al Sindaco Sala un’ipotesi di turbativa della gara d’appalto della  “Piastra”. Dopo il deposito avvenuto a fine luglio 2017 della memoria difensiva, la Procura Generale, nel settembre dello stesso anno, ha stralciato l’ipotesi di reato della turbativa d’asta. Oggi, con stupore, ci troviamo di fronte a un’ennesima rilettura dei fatti operata dalla Procura Generale. All’alba del 2018, per fatti risalenti al 2012, come detto già oggetto di numerosi scrutini da parte di varie Autorità dello Stato, si giunge ad ipotizzare un nuovo reato, ancora una volta del tutto scollegato dalla realtà dei fatti”.

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