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martedì 21 agosto 2018 15:43:53
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Ema, gli industriali lombardi ai candidati: “Sia la priorità del nuovo governatore”

19 febbraio 2018 Economia, Politica

“EMA è sicuramente tra le priorità che si porranno sul tavolo del prossimo Governatore della Regione Lombardia, di qualsiasi schieramento politico esso sia. Oggi, in questa importante occasione di confronto tra le forze politiche, voglio quindi rafforzare il messaggio lanciato settimana scorsa: occorre fare sistema, a tutti i livelli istituzionali e di rappresentanza, per la contestata assegnazione dell’Agenzia Europea del farmaco, perché, come ha recentemente affermato il presidente del Parlamento Europeo Tajani, la decisione a favore di Amsterdam, da un punto di vista giuridico, può essere cambiata”. Lo afferma Carlo Bonomi presidente di Assolombarda in occasione dell’incontro con i candidati governatori organizzato oggi da Confindustria Lombardia tornando sulla vicenda dell’agenzia europea del farmaco. “Come Assolombarda stiamo mettendo in gioco tutte le nostre energie insieme al Comune di Milano, alla Regione Lombardia, a tutte le altre associazioni d’impresa, al sistema delle Università e della Ricerca ambrosiano – spiega Bonomi -. Ma sono le istituzioni a tutti i livelli – Comune, Regione e Governo – che devono far sentire la propria voce in Europa, perché, non mi stancherò mai di ripetere, oltre a essere EMA uno straordinario moltiplicatore di attrattività per Milano e per l’Italia, in questa partita ne va della credibilità del nostro Paese, delle istituzioni europee e della fiducia che i cittadini hanno nelle stesse.”

LORENZIN: NON MI ARRENDO, OLANDA NON HA RISPETTATO REGOLE – Dell’agenzia del farmaco ha parlato anche il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, leader della lista Civica popolare, oggi a Milano.  “Su Ema io non mi sono arresa – ha detto -. L’Olanda ci ha dato il pacco. E questa è un fatto gravissimo, non solo nei confronti dell’Italia, sebbene siamo stati noi quelli danneggiati direttamente, ma lo è nei confronti di tutti gli altri paesi. Abbiamo partecipato tutti a una competizione con delle regole d’ingaggio che non sono state rispettate: ci dicevano che l’edificio sarebbe stato pronto e invece ci saranno 11 mesi di vacatio, dove i lavoratori saranno smistati e faranno riunioni delicatissime in alberghi. E, dall’altra parte, abbiamo l’altro fatto grave, ossia che l’edificio costerà molto di più rispetto al progetto originale, un costo del 30% maggiore, che dovremmo pagare noi, agenzia regolatorie nazionali”. “Quando i paesi hanno votato l’hanno fatto sulla base dei dossier – ha proseguito – ed è veramente offensivo nei confronti di tutti. Se l’avesse fatto l’Italia, avrebbero detto che siamo l’Italietta dei furbi, che andava a fare proposte da soliti italiani. Abbiamo preso una posizione molto netta in Ema, come Aifa, che non è a tutela dell’Italia, ma a tutela dell’Europa” ha concluso il ministro.

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