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lunedì 18 giugno 2018 13:36:17
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Ema, dopo la sconfitta tra recriminazioni e ‘tradimenti’
Sala e Maroni: Europa non ha dato bella prova

21 novembre 2017 Politica, Senza categoria

Il giorno dopo la ‘sconfitta’ continua a far discutere il metodo di votazione che ha visto prevalere Amsterdam su Milano solo grazie al sorteggio finale, ma il sindaco Giuseppe Sala e il governatore Maroni lamentano anche il ‘tradimento’ della Spagna che ha dato la sua preferenza alla città olandese. “Dopo una notte insonne, non ho chiuso occhio, non mi sembra molto il caso di stare a cercare le colpe perché così non è – ha detto il sindaco – rimane il fatto, ed è la mia unica considerazione dal punto di vista politico, che alla fine questa idea di mediterraneo non c’è, non siamo riusciti a portare a casa l’appoggio di un blocco del mediterraneo, questa è la verità. In alcuni casi sì, io per esempio sono stato a Cipro e ha certamente i ciprioti hanno votato per noi, ma non è andata sempre così”. Tornando sul metodo utilizzato per la scelta “è sbagliatissimo”, ha detto il sindaco “però si sapeva, era già codificato così, rincresce che una cosa del genere, che va a essere importante per centinaia di milioni di europei venga affidata a un bussolotto”. “Non so – ha aggiunto Sala – se è una consolazione per noi sperare che dopo queste polemiche il metodo cambi perché oramai il treno per noi è andato, certamente non è stata una gran giornata per l’Europa”.
Più polemico il governatore Roberto Maroni “La Spagna che non sostiene Milano per invidie perché Barcellona è fuori è il segno di un’Ue che va rifondata”, ha sostenuto. Il governatore ha anche riferito di che il premier Paolo “Gentiloni era molto arrabbiato per questo, perché dice che la Spagna ha votato per Amsterdam, le rivalità, le ripicche prevalgono sulla strategia. Peccato”. Ma Maroni se la prende anche con il Governo “Io e Sala abbiamo fatto tutto per costruire un dossier fortemente competitivo. Resta il dubbio che fra la seconda e la terza votazione, quando c’era bisogno di essere lì e bastavano 2 voti, se fosse stato lì tutto il governo, il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri, magari le cose sarebbe andata diversamente. C’era il sottosegretario Gozi, forse una presenza più autorevole avrebbe fatto la differenza, dico forse”.

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