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venerdì 23 febbraio 2018 01:17:23
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Ema, Comune e Governo fanno doppio ricorso: documenti arrivati alla Corte di giustizia europea

31 gennaio 2018 Economia, Politica, Sanità

La Corte di giustizia europea ha comunicato su Twitter di aver ricevuto i ricorsi del Comune di Milano e del Governo – rivolti alla corte stessa, da parte del governo, e al Tribunale UE, da parte dell’amministrazione comunale – per un’azione di annullamento della decisione del Consiglio d’Europa sull’assegnazione della sede dell’EMA ad Amsterdam in vista della Brexit.
Sulla vicenda è tornato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, oggi a Milano per un incontro. “Questa cosa dimostra una cosa inequivocabile – ha detto – Milano è assolutamente pronta al livello più elevato di servizi e accoglienza per una istituzione internazionale. Milano merita l’assegnazione dell’Ema. Le vicende le conoscete, sono andate come sono andate – ha proseguito Padoan -, il Governo si sta muovendo con il Comune di Milano per vedere come nell’ambito delle regole europee si possa riaprire uno spiraglio. In ogni caso è una soddisfazione per Milano poter dire di essere pronta mentre altri non lo sono”.

Ieri era arrivato l’annuncio di Palazzo Marino: “il Comune di Milano, con a supporto la Regione Lombardia, presenterà un ricorso avanti al Tribunale UE in Lussemburgo per l’annullamento della decisione adottata dal Consiglio dell’Unione Europea in data 20/11/2017, in merito alla riallocazione dell’Agenzia europea per i medicinali. Tale ricorso sarà indipendente da quello presentato dal Governo italiano pur in garanzia del necessario coordinamento”, ha riportato una nota del Comune che ha anticipato anticipa anche palazzo Chigi sulla possibile battaglia legale per l’assegnazione della sede dell’agenzia del farmaco, dopo i dubbi emersi riguardo alla disponibilità di una sede adeguata ad Amsterdam, città che aveva ottenuto l’assegnazione vincendo il sorteggio con Milano. Dopo l’annuncio del ricorso sul Pirellone è apparsa la scritta “Ema a Milano”.
“Ho telefonato al Premier Paolo Gentiloni, è il momento di essere aggressivi e di fare ricorso”, aveva detto stamani il sindaco Giuseppe Sala. Per il sindaco è una “situazione che rischia di diventare ridicola” e “non è una bella pagina nemmeno per l’Europa”. “Io – aggiunge Sala – non sono tipo da polemiche ma questo e’ momento di alzare la voce senza se e senza ma”. “Non ci sono grossissime possibilita’ di riassegnarci il mandato, ma bisogna provarci. Chiamo la politica italiana al massimo impegno”, ha concluso.
Nella serata di ieri anche da Palazzo Chigi è stato fatto sapere che “Il Governo italiano conferma che nelle prossime ore l’Avvocatura dello Stato presenterà ricorso presso la Corte di giustizia europea in merito alla assegnazione ad Amsterdam della sede di Ema attraverso una decisione nella sostanza assunta dal Consiglio Europeo. Il ricorso appare doveroso in seguito alle notizie apparse ieri circa la sede destinata a ospitare l’Agenzia. Il ricorso chiederà alla Corte di verificare se la decisione su Amsterdam non sia da considerarsi viziata da informazioni incomplete sulla sede della agenzia. Parallelamente anche il Comune di Milano presentera’ un ricorso al Tribunale di prima istanza cui può rivolgersi chi è “direttamente coinvolto” da decisioni europee”.

Lunedì  il sindaco con un post su Facebook spiegava: “Leggo in una nota che, secondo la direzione di Ema, i problemi di Amsterdam ad ospitare la loro nuova sede sono evidenti. D’accordo con il Presidente Maroni confermiamo invece che Milano è in grado di rispettare la tempistica richiesta, sia per la sede che per tutte le condizioni a latere. Sono in contatto con il Presidente del Consiglio per valutare tutte le possibili iniziative”  E su Facebook si è fatto sentire anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni “Ma come, Amsterdam non è pronta? Ci hanno presi in giro? Sulla salute dei cittadini non si può scherzare: cara Commissione UE, riporta Ema a Milano, subito: il Pirellone è pronto e disponibile”, ha scritto. “La decisione che Ema si spostera’ ad Amsterdam – si legge nella dichiarazione di Guido Rasi, direttore esecutivo di Ema, riportata sul sito dell’Agenzia – e’ stata accolta come benvenuta dall’Agenzia e dal suo staff. La citta’ risponde a molti requisiti: offre buoni collegamenti per le migliaia di specialisti che visitano Ema ogni mese, case e scuole per il nostro staff e le famiglie. Infatti in un sondaggio l’anno scorso oltre l’80 per cento delle 900 persone del nostro staff ha detto che si sarebbe spostato ad Amsterdam volentieri. Era la loro nuova sede preferita. Tuttavia una cosa e’ chiara: lo spostamento fisico di Ema in un nuovo paese e’ il piu’ grande cambiamento con cui l’agenzia ha mai avuto a che fare. Spostare una grande organizzazione come Ema e’ una impresa complessa sotto ogni punto di vista” tanto piu’ “per la scadenza ambiziosa che ci siamo dati: dobbiamo essere di sede ad Amsterdam il giorno dopo la Brexit, il 30 marzo 2019. E c’e’ un altro profilo di complessita’: la sede finale di Ema non sara’ pronta per allora, cosi’ noi dobbiamo spostarci prima in una struttura temporanea e poi in quella definitiva. Questo doppio trasloco ci costringera’ a investire piu’ risorse, allunghera’ il nostro piano di ‘business continuity’ ovvero ritardera’ il nostro ritorno alle normali attivita’”, e si tratta di “importanti attivita’ per la salute pubblica al di là di quelle imposte a noi dalla legge”. Alla luce di quanto sta emergendo sull’assegnazione ad Amsterdam della sede di Ema, fonti di Palazzo Chigi facevano sapere ieri che il Governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la Commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinché, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione, che vide Milano battuta al sorteggio finale.

 

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