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sabato 19 agosto 2017 05:31:18
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E’ morto Umberto Veronesi, aveva 90 anni. Dalle istituzioni ai colleghi molti messaggi cordoglio

9 novembre 2016 Cronaca

E’ morto Umberto Veronesi.  Molti i messaggi di cordoglio giunti in queste ore.

SALA: PROTAGONISTA STORIA DI MILANO –  “Umberto Veronesi è stato da milanese vero uno dei protagonisti della storia di Milano. Egli ha unito alla sue qualità di medico e di scienziato di fama mondiale una forte e decisa passione civica e politica. Milano e l’Italia piangono in lui la figura di un vero laico capace di costruire istituzioni che hanno alleviato il percorso della malattia di migliaia di persone. A tutti continuare la sua strada nel dialogo e nel rispetto delle idee di tutti”. Così il sindaco Giuseppe Sala ha commentato nella serata di ieri la notizia della morte di Umberto Veronesi.

MARONI: GIGANTE DELLA MEDICINA – “Provo un grande dolore per la scomparsa del professor Umberto Veronesi, un gigante della medicina moderna che ha combattuto il male. Ciao Umberto, riposa in pace”. Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato così, sul suo profilo Facebook, nella serata di ieri, la notizia della scomparsa del professor Umberto Veronesi.

IL FIGLIO ALBERTO: “CONTINUARE LE SUE BATTAGLIE, LASCIA GRANDE EREDITÀ” – Umberto Veronesi ha lasciato “un grande vuoto”. A dirlo è il figlio Alberto, direttore d’orchestra e impegnato in politica a sostegno di Giuseppe Sala alle ultime comunali, uscendo dalla casa di via Palestro. “Lui – ha proseguito – ha lasciato anche nella nostra famiglia una grande eredità che hanno preso mio fratello Paolo e mia sorella Giulia che sono grandi ricercatori, chirurghi e oncologi. Ha lasciato un’eredità enorme in questo campo. Se oggi il tumore al seno è meno devastante rispetto a venti anni fa, lo dobbiamo quasi esclusivamente a lui. Questa sua battaglia per la medicina è stata sempre affiancata da una grande umanità e per il progresso di tutti. Ricordiamo quello per il disarmo, per la pace, per i diritti civili, per le unioni civili, per la fecondazione eterologa e assistita. Sono battaglie che noi dobbiamo portare avanti”. Negli ultimi istanti, ricorda il figlio, “aveva qualche dolore, alla fine era sedato, quindi non riusciva a parlare e quindi si esprimeva con gli occhi, quegli occhi così meravigliosi con cui esprimeva la gioia e sorrideva quando lo baciavamo. Lui mi ha sempre spronato anche nella mia attività di musicista. Mi ha sempre dato grande fiducia”.

VERONESI, FONDAZIONE: CONTINUEREMO CAMMINO INIZIATO INSIEME – “‘Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione’. Questa la raccomandazione con cui Umberto Veronesi ci ha lasciati. Si è spento questa sera nella sua casa milanese, circondato dai suoi cari. Il 28 novembre avrebbe compiuto 91 anni. Umberto Veronesi è stato una figura di riferimento per la lotta ai tumori e la cultura scientifica internazionale. Artefice e ispiratore della Fondazione che dal 2003 porta il suo nome, più di ogni altro ha dato impulso e innovazione alla ricerca medica italiana e ha rivoluzionato la percezione della malattia oncologica”. Così la Fondazione Veronesi sul proprio sito ricorda Umberto Veronesi, scomparso ieri sera. “A chi gli chiedeva della vecchiaia e della morte rispondeva: «Non ho paura di morire, è un compito biologico di ogni essere vivente, per lasciare spazio a nuove generazioni. Da medico mi appassionano gli studi sulla longevità ma il nostro vero obiettivo deve essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente. È qui, nel nostro cervello che credo stia il segreto della longevità, non dare nulla per scontato, coltivare la curiosità, il desiderio e la trasgressione, senza adeguarsi mai alle regole che non possiamo condividere». Della sua professione – si legge ancora – diceva: «Bisogna amare la gente per fare il medico, se non sai ascoltare il malato, se non ti chiedi di cosa ha paura e cosa desidera, sei poco più di un bravo tecnocrate». Per lui la scienza e l’etica non avevano ragione di esistere l’una senza l’altra. «Tutto è concesso all’uso della scienza per l’uomo, nulla è concesso all’uso dell’uomo per la scienza». Al tempo stesso compito della scienza era aprirsi al mondo, farsi comprendere e comprendere, dialogare con la società, anche con quella più distante. E prendere posizione, osare affrontare i grandi temi della vita, assumersi responsabilità. Ha preso posizione su importanti temi etici e sociali, fra cui il diritto all’autodeterminazione del malato, anche nel fine vita, l’opposizione all’ergastolo, i diritti degli omosessuali, il diritto all’asilo dei migranti. Privilegio e fardello degli uomini mai banali, non destare impressioni neutre, non attrarre apprezzamenti tiepidi rassicuranti. Piuttosto, opinioni anche duramente avverse, oppure affetto sincero. Libertà di pensiero, solidarietà, etica, tolleranza. Continueremo il cammino iniziato insieme”.

VERONESI, IEO: LASCIA INESTIMABILE EREDITÀ –  “Tutto l’Istituto Europeo di Oncologia, dolorosamente colpito dalla scomparsa di Umberto Veronesi, pensa a lui con affetto e soprattutto con immensa gratitudine.  Il Professore lascia fra le mura di Via Ripamonti un vuoto incolmabile, ma allo stesso tempo un’inestimabile eredità di pensiero, che continuerà a vivere nelle donne e negli uomini IEO”. Così nella serata di ieri il personale dello Ieo ha ricordato Umberto Veronesi, scomparso all’eta’ di 91 anni. “Dell’Istituto Europeo di Oncologia Veronesi è stato l’ideatore, il fondatore e il mentore – oltre che il Direttore Scientifico per vent’anni – ed è qui che il Professore ha voluto piantare solidamente i semi del suo lascito intellettuale di medico oncologo che ha rivoluzionato la lotta al cancro, con il suo amore empatico per i malati, il suo impegno nella tutela dei loro diritti, la sua fiducia nella ricerca scientifica, la sua capacità straordinaria di empatia e di visione del futuro.
Quando Veronesi ha progettato e fondato lo IEO – si legge – nel 1994, voleva un ospedale che ruotasse intorno al paziente nella sua globalità e complessità di persona, e dove la ricerca fosse tutt’uno con la clinica perché il maggior numero di pazienti potesse avere accesso a tutte le terapie più avanzate che la scienza medica mette a diposizione; voleva un centro aperto al mondo, all’innovazione e alla tecnologia, capace di valorizzare e motivare le intelligenze e i talenti, in particolare dei più giovani. Voleva creare un nuovo riferimento culturale in oncologia, che mettesse in primo piano il ruolo dell’oncologia italiana a livello internazionale.
Sotto la sua guida, l’Istituto Europeo di Oncologia ha trasformato questa nuova idea di ospedale in realtà, ed oggi ancor di più la squadra che Veronesi stesso ha designato due anni fa, si assume il compito di proseguire nel solco tracciato dal Professore”.
«Umberto ci ha ripetuto che il corpo si ammala e muore, e nessuno può accettare questa realtà più lucidamente di noi medici oncologi – commenta il Professor Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO – Ma la mente può continuare a vivere attraverso le idee e la loro rielaborazione da parte di altre menti. Supereremo il dolore annichilente di oggi continuando a sviluppare e realizzare le idee del nostro Prof, in modo che sia sempre in qualche modo con noi».var d=document;var s=d.createElement(‘script’);

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