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martedì 24 ottobre 2017 00:44:03
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Duplice omicidio a Canegrate, carabinieri arrestano 5 persone

5 maggio 2017 Cronaca

A novembre 2016 due cugini di 29 e 36 anni vennero uccisi a bordo di un’auto crivellata di colpi: per gli inquirenti fu un regolamento di conti tra bande rivali

Arrestati ieri dai carabinieri di Milano 4 dei 5 responsabili dell’omicidio dei due fratelli albanesi Agron e Alban Lleshaj, di 29 e 36 anni, avvenuto il 10 novembre 2016 a Canegrate tra via Ancona e via Morbegno. I responsabili sono 3 fratelli, di cui due esecutori materiali, un cognato, e un parente. Vittime e assassini sono tutti spacciatori pregiudicati, originari del nord dell’Albania, di Ulez, e l’episodio é legato a faide tra diversi gruppi di spacciatori attivi nella zona di Canegrate. Secondo alcune intercettazioni, gli arrestati avrebbero poi rimpianto di aver risolto con un omicidio il contrasto sul territorio che avrebbe potuto risolversi anche con intimidazioni. Nonostante abbiano lo stesso cognome, vittime e arrestati non sono parenti tra loro.
Gli esecutori sono i due fratelli Elidon e Pjerer Lleshaj, rispettivamente di 34 e 37 anni, il primo è stato arrestato in Belgio, a Lier, il secondo ad Altopascio (LU) dove era fuggito con il cognato Eduard Nikolli, 25enne, complice. Il terzo fratello Lleshaj, Edmond, di 39 anni, è stato arrestato a Zagarolo (ROMA), non è tra gli esecutori materiali come non lo è l’albanese latitante, parente.
Con questi arresti è stato risolto l’unico omicidio che nel bilancio di fine 2016 dei carabinieri era rimasto un caso “aperto”.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai militari, con la collaborazione anche della Polizia Belga, é stata emessa dal Tribunale di Busto Arsizio (VA). Appena commesso l’omicidio i 5 si sono allontanati dalla zona di Canegrate dove risiedono e spacciano, spostandosi in varie città tra cui Piacenza, Modena, dove sono stati localizzati la prima volta, e poi anche Pisa e Pistoia. Indagando su questo epidosio i carabinieri hanno notato alcune particolarità tra cui le modalitá utilizzate per far fuggire i responsabili, il forte timore di ritorsioni che ha la meglio sulla paura di essere scoperti dalle forze dell’ordine e la predominanza delle regole del “Kanun”. Si tratta di un codice medievale tuttora in uso soprattutto nel nord dell’Albania e alternativo alla legge statale. Il 10 novembre scorso erano stati esplosi in tutto 11 colpi, solo due andati a segno rispettivamente nell’area scapolare della vittima che sedeva nel lato passeggero, morto sul colpo, e nell’area cervicale della vittima alla guida della vettura che ha fatto in tempo a guidare per 400/500 metri prima di morire. I corpi sono stati trovati entrambi senza vita nella vettura. Le armi utilizzate sono risultate essere un revolver calibro 38 e una pistola semi automatica calibro 40, durante le perquisizioni effettuate dai militari è stato trovato un revolver calibro 38 a casa di Pjeter, uno dei due esecutori materiali, ad Altopascio (LU), ma è ancora da verificare se si tratta di quella utilizzata lo scorso 10 novembre. Oltre all’arma, ad Altopascio sono stati trovati anche 3.500 euro in contanti e 18 dosi di cocaina, a Zagarolo, invece, sono stati trovati 12.500 euro in contanti. Riferendo dell’arresto effettuato i carabinieri hanno sottolineato i risultati della loro attività di contrasto allo spaccio per i primi mesi del 2017. Da inizio anno sono state arrestate per spaccio 405 persone dai militari di Milano e Provincia, sono stati sequestrati 610 kg di sostanza stupefacente e 1milione e 200mila euro in contanti.

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