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sabato 19 agosto 2017 07:47:23
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Duomo gremito per i funerali di Tettamanzi. Scola: “Sua morte è una vittoria”

8 agosto 2017 Cronaca

Duomo gremito per i funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi. In 5mila in Duomo per la cerimonia funebre con gruppi di persone anche all’esterno della Cattedrale. Alla cerimonia hanno preso parte 30 vescovi, 8 cardinali e circa mille sacerdoti. A concelebrare con l’amministratore apostolico Angelo Scola, i cardinali Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, Edoardo Menichelli, amministratore apostolico di Ancona, Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Presenti anche 27 altri vescovi e arcivescovi. Il sindaco, Giuseppe Sala, in fascia tricolore, ha preso posto in un banco della prima fila a fianco del prefetto Luciana Lamorgese e del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo. A fianco a loro anche il ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, poi fra gli altri l’ex premier Mario Monti, l’assessore comunale Cristina Tajani, il consigliere regionale Fabio Pizzul e l’ex presidente della provincia Filippo Penati. In due dei banchi della prima fila, davanti all’altare maggiore in Duomo hanno preso posto i familiari dell’arcivescovo emerito: il fratello Antonio, la sorella Gianna, la storica assistente di Tettamanzi, Marina Oggioni e i nipoti.  “La morte di questo uomo, amabile e amato come lo ha chiamato il Santo Padre, non è una sconfitta della vita. Al contrario, ne è la pienezza, la sua morte è una vittoria”, ha detto il cardinale Angelo Scola, nell’omelia. “Moltissimi fra noi, e penso anche a me, alla nostra lunghissima amicizia e collaborazione – ha detto Scola – hanno nel cuore fatti e momenti in cui hanno potuto godere dell’intensa umanità del cardinale Dionigi. Ad essi ritorneremo quasi a preziose reliquie. Di essi parleremo ai giovani, ai figli, ai nipoti per aiutarli a crescere”. La Chiesa “ambrosiana e non solo – ha detto a tratti commosso – saprà trovare modi e forme per mantenere viva l’eredità copiosa di questo padre e maestro”, ma già da oggi la visita alla sua sepoltura, in Duomo, “sarà un gesto di pietà, un momento di ristoro, un tenero pungolo all’approfondimento della nostra fede, della nostra comunione, del senso del vivere, e della nostra energia civica. La Madonnina, ospitandola in questo Duomo, diventi una via di intercessione quotidiana per noi tutti”. L’arcivescovo eletto Mario Delpini, ringraziando i presenti ai funerali in Duomo “forse è questa la ragione che ci accomuna tutti in questo tributo di affetto: è stato facile volergli bene”, ha detto: “Sarà stato il suo temperamento, il suo modo di fare, la sua saggezza, il suo sorriso, la prossimità alla gente comune, la capacità di stare con le autorità, ma c’era qualcosa in lui – ha detto Delpini – che ha reso facile volergli bene. Credo allora che ci venga una ultima raccomandazione dal cardinale Dionigi, di cui mi faccio voce: cercate di fare in modo che sia facile volervi bene”.

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