"/>
venerdì 22 giugno 2018 19:00:31
omnimilano

DIVERSITY BRAND INDEX, INDAGINE: 80% CONSUMATORI PREFERISCE MARCHI ‘INCLUSIVI’

29 novembre 2017 Senza categoria
 Le aziende più inclusive, ovvero quelle che sono attente alla diversità in termini di orientamento sessuale, religione, etnia, età, genere, disabilità e status socio-economico, sono quelle più apprezzate dai consumatori. L’80% della popolazione italiana, infatti, preferisce questo tipo di brand. Emerge da una ricerca realizzata per Diversity brand index, l’indicatore che misura la capacità dei brand di essere percepiti come inclusivi ideato da Diversity, associazione no profit presieduta da Francesca Vecchioni. In particolare, il 52% degli intervistati sceglie con convinzione marchi inclusivi, mentre il 28% preferisce brand che investono sulla diversity. Il tema sarà al centro della prima edizione del “Diversity brand summit” che si svolgerà a febbraio alla Fondazione Feltrinelli e che è stato presentato oggi a Palazzo Marino che patrocina l’iniziativa. Quando il brand viene riconosciuto come inclusivo, si evince dalla ricerca, aumenta la propensione a consigliarne la scelta (+70,8%). Al contrario, per le aziende percepite come meno inclusive dai consumatori, il net promoter score, un misuratore del passaparola, scende fino al -43% con un numero di detrattori più che triplo rispetto ai promotori. Se è vero che dalla ricerca emerge un diffuso interesse sul tema della diversità, è anche vero che questo interesse non sfocia in un comportamento proattivo. In sostanza, gli italiani ritengono di conoscere la diversità, ma nella realtà si interfacciano poco con esse. Lo dimostrano i numeri: se la popolazione italiana mostra un livello medio che si aggira sul 5,5, in una scala da 1 a 7, per quanto riguarda la familiarità con il concetto di diversità, in termine di contatto e interazione con esse i valori sono più bassi e in generale compresi tra 3,80 e 5,26. Le minoranze etniche e religiose sono quelle con cui si interagisce meno. Anche se gli italiani non interagiscono spesso con la diversità, vogliono che se ne parli: per Francesca Vecchioni “oggi più che mai il valore che ognuno di noi associa a un marchio fa la differenza” perché “come consumatori scegliamo chi più ci rappresenta e chi ci assomiglia”.

Condividi questo articolo