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domenica 18 febbraio 2018 07:46:20
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Delpini in Sant’Ambrogio per suo primo Discorso alla Città: “Propongo alleanza per edificare buon vicinato”

7 dicembre 2017 Politica

“L’elogio formulato con rispetto e discrezione esprime anche l’intenzione, che voglio formulare a nome della comunità  cristiana e della Chiesa ambrosiana, di proporre un’alleanza, di convocare tutti per mettere mano all’impresa di edificare in tutta la nostra terra quel buon vicinato che rassicura, che rasserena, che rende desiderabile la convivenza dei molti e dei diversi, per cultura, ceto sociale e religione”. Lo ha detto l’arcivescovo Mario Delpini, nel Discorso alla città in Sant’Ambrogio.

Citando papa Francesco, “l’alleanza di tutti coloro che apprezzano la grazia di vivere nello stesso territorio – ha proseguito Delpini – è una convocazione generale che non prepara un evento, ma che impara e pratica un’arte quotidiana, uno stile abituale, una intraprendenza semplice. L’alleanza è stipulata non con un documento formale, ma con la coltivazione di una buona intenzione, con la riflessione condivisa sulle buone ragioni, con la vigilanza paziente che contrasta i fattori di disgregazione, di isolamento, di conflittualità. L’alleanza intende rendere per quanto possibile superata la desolazione registrata dalla parola del poeta «Milano è un enorme conglomerato di eremiti» (E. Montale). L’alleanza che propongo chiama a una specifica responsabilità la Chiesa ambrosiana e le istituzioni pubbliche. Le Chiese e le confessioni cristiane (che saluto e ringrazio per la loro presenza a questi vespri), le religioni che ormai abitano le nostre terre e intendono portare il loro contributo alla costruzione della Milano del domani si inseriscono con naturalezza in questa alleanza, secondo la tradizione che, grazie a Dio, si è consolidata nella nostra terra”. Si tratta di “una impresa corale che riconosce il contributo di ciascuno e chiede a ciascuno di non vivere la città come servizi da sfruttare o pericoli da temere, ma come vocazione a creare legami”. Per questo “tutti, tutti!, sono invitati a partecipare: chi abita da sempre in città e chi è arrivato oggi, chi abita in centro e chi abita in periferia, chi parla il dialetto milanese e chi stenta a parlare italiano, chi ha un passaporto granata, chi ha un passaporto blu, verde, rosso”.

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