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mercoledì 28 giugno 2017 07:28:59
omnimilano

Dalla Festa della musica alla Music week, sei mesi di eventi per una Milano ‘music city’

18 giugno 2017 Cultura, Spettacolo

Una “festa viaggiante”, musicale, unirà Milano e Parigi a cavallo della Fête de la Musique, manifestazione che celebra il 21 giugno il solstizio d’estate e che nella capitale francese si celebra dal 1982, mentre nel capoluogo lombardo e in altre città italiane da quattro anni. Si tratta di un treno, in verità, quello veloce, il Tgv, che unisce le due città gemellate e legate non a doppio ma almeno a triplo o quadruplo filo grazie a progetti culturali che viaggiano su binari paralleli, nella stessa direzione, quella della promozione e della valorizzazione reciproca. Quest’anno in chiave musicale.
Ecco perché la definizione di “festa viaggiante musicale” è particolarmente azzeccata: arriva dall’assessore alla Cultura del Comune Filippo Del Corno che, con un background musicale non comune, nel suo secondo mandato, prosegue nel coltivare non solo gli ottimi rapporti già avviati con Parigi, ma anche progetti tutti milanesi e inerenti alla musica.
Mentre il 21 giugno sul TGV Milano-Parigi 4 musicisti della Civica Scuola di Musica di Milano “Claudio Abbado”, e in particolare dei corsi di jazz diretti da Enrico Intra, alterneranno jazz, musica classica e momenti di improvvisazione, fino a destinazione, chi resta a Milano non avrà tempo di sognare la Ville Lumière impegnato a scegliere con quali iniziative celebrare la Festa della Musica, nella sua quarta edizione meneghina.
Numero, qualità, varietà e capillarità degli eventi in programma quest’anno non sono solo un riverbero di quanto da più tempo avviene in altre città europee, bensì una delle tappe di un percorso di stesura del “masterplan” che renderà Milano una “Music City”. Del Corno, a Omnimilano, ha spiegato che “così entreremo a far parte della rete che collega le altre, come Londra e Toronto, sparse in tutto mondo”. Questo significa non solo divertirsi la notte del 21 giugno ma “mettere in rete e sviluppare sempre più forti alleanze e integrazioni tra il mondo della produzione musicale, quello della distribuzione e quello di chi ne usufruisce”.
Da giugno a novembre, anche simultaneamente, Milano dà spazio ad “un’ampia pluralità di linguaggi musicali, dalla classica al pop, al jazz, che rispecchiano la pluralità che rappresenta anche Milano come città”. Il palinsesto non è dettato dai bisogni di una sola categoria: “è studiato per lasciare che ci sia una molteplicità di soggetti protagonisti, perché il mondo della produzione e quello della formazione musicale, siano sempre più interconnessi e le eccellenze formative di Milano, dal conservatorio alle scuole Civiche e al CPM, vengano valorizzate”.
“Milano in nota”, #milanoinnota, “coinvolge una massa critica considerevole in un calendario musicale risultato di un censimento che raccoglie cosa accade in città dall’11 giugno, giorno del concerto della Filarmonica della Scala in Piazza Duomo, fino al 22 settembre, quando la Scala ospiterà l’opera Tamerlano di Georg Friedrich Händel. Del Corno ha assicurato che ci sono più di 550 concerti in calendario, “un numero che fa da stimolo per chi opera nel settore, a proporsi, a organizzare e a fare rete, e allo stesso tempo rappresenta l’ampiezza delle opportunità esistenti per i cittadini e per i turisti che potranno sapere facilmente quali iniziative musicali troveranno nelle date del loro soggiorno a Milano”.
“Punto di arrivo” è la Music Week di novembre: Del Corno il 23 giugno illustrerà le modalità di svolgimento e soprattutto lancerà la prima “call” aperta a tutti gli operatori e ai protagonisti del settore che vorranno proporsi. A estate appena iniziata, si guarda già a cosa accadrà quella settimana, in pieno autunno, perché siano giorni di “iniziative rivolte alla filiera della produzione musicale, composta da realtà diverse e provenienti da tutto il mondo”. “Elemento complementare – ha proseguito Del Corno, anticipando quanto dirà il 23 giugno – sarà il programma di concerti e iniziative, con una mappatura dei locali che fanno musica, con il coinvolgimento dei soggetti che la promuovono rendendola protagonista di momenti pubblici. Assomusica e Siae, ma non solo”.
“Milano già è una ‘music city’, ma finora grazie all’intraprendenza dei singoli soggetti. Bisogna concertare un piano d’azione: la nostra capacità, da amministrazione, deve essere quella di mettere in relazione in modo strategico quanto già c’è, stimolando anche nuove iniziative- ha concluso l’assessore – nella musica, come in altri ambiti, questo è da tempo il nostro modo di concepire le politiche culturali. L’obiettivo è quello di facilitare la creazione di reti, connessioni e rapporti, offrendo un buon servizio ai cittadini e anche ai soggetti impegnati nel settore”.

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