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giovedì 17 agosto 2017 13:33:19
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Dal Comune linee guida e 370mila euro per sviluppo coworking. Tajani: “I primi a crederci”. A Milano oltre un quarto degli spazi in Italia

11 agosto 2017 Cronaca, Lavoro/Sindacato, Politica

Per sostenere lo sviluppo delle forme innovative di lavoro, l’amministrazione comunale ha approvato le linee di indirizzo per l’aggiornamento e l’ampliamento degli elenchi qualificati dei fornitori di servizi di coworking, makerspace e fablab, soprattutto nelle zone periferiche della città, con incentivi economici per la nascita o l’ammodernamento delle strutture già esistenti. Un provvedimento che mette a disposizione risorse complessive per circa 370mila euro. Lo comunica palazzo Marino.
Ad oggi, si spiega in una nota, sono 63 i soggetti fornitori di servizi di coworking, dieci tra makerspace e fablab, presenti sul territorio di Milano e iscritti all’Albo delle strutture qualificate creato nel 2014 dal Comune di Milano. Questi ambienti vengono definiti “qualificati” poiché offrono più di dieci postazioni di lavoro, tecnologie condivise, spazi comuni e di socializzazione, oltre a zone ristoro e per la condivisione del tempo, di idee ed esperienze in linea con lo spirito dell’economia della condivisione. “Le linee guida approvate – spiega l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani – ci consentono di proseguire nel sostegno allo sviluppo delle forme innovative di lavoro e dell’economia della condivisone co-finanziando gli investimenti degli operatori che hanno deciso di aprire nuove sedi di coworking, makerspace e fablab nelle periferie della città. Questo perché i nuovi luoghi della produzione consentono allo stesso tempo di rivitalizzare i quartieri cittadini e di creare opportunità di lavoro per giovani e professionisti interessati a lavorare in rete”. Il provvedimento adottato, spiega l’amministrazione, consentirà alle realtà che non l’avessero ancora fatto, di accreditarsi all’Albo qualificato di soggetti fornitori di servizi di coworking, makerspace e fablab, ampliando così la rete di operatori presenti in città e nelle periferie. Per le nuove realtà aderenti sono previsti incentivi economici per complessivi 280mila euro, sino a un massimo di 20mila euro per ogni operatore, al fine di sostenere la parziale copertura delle spese volte all’acquisto di arredi, attrezzature e il miglioramento degli spazi. Previsti anche 80mila euro destinati agli operatori già presenti nell’albo che potranno contare su un contributo sino ad un massimo di 10mila euro per la sostituzione delle attrezzature o il rinnovo degli spazi o delle infrastrutture di connessione. A settembre sul sito del Comune nella sezione bandi e gare saranno disponibili tutte le info e la documentazione per l’accesso ai bandi rivolti ai coworking, makerspace e fablab.
A Milano, ricorda palazzo Marino, sono 63 i modi di intendere e vivere il coworking: dallo spazio ipertecnologico di via Stefanardo da Vimercate dedicato ai professionisti dell’informatica e dell’innovazione tecnologica a quello di via Milazzo, dove si ritrova il mondo della comunicazione, con giornalisti, grafici e web designer, passando per via Bramante, dove protagonista è la musica con un nuovo studio di registrazione attrezzato a disposizione di artisti e compositori. Spazio anche alle donne che vogliono conciliare carriera e vita familiare grazie alla struttura di via Simone d’Orsenigo, dove condividere il nido per i bambini e servizi vari, come la lavanderia o le consegne a domicilio. E ancora, il coworking degli architetti e designer del mondo della nautica che trova sede in via Ventura, solo per citare alcuni esempi. Oggi, secondo i dati dell’amministrazione, si concentra a Milano oltre un quarto degli spazi di coworking presenti in Italia: sono 350 in Italia, circa 90 a Milano per 1.560 postazioni (970 postazioni in open space, 590 postazioni singole). In città sono 16 le strutture aperte 24 ore su 24.
Il nuovo provvedimento, approvato dalla giunta nella seduta del 4 agosto, dà seguito alle misure erogate con bandi precedenti dal Comune in sostegno al coworking sotto la passata amministrazione. Nel 2013 palazzo Marino ha finanziato 44 nuovi spazi con 40mila euro e 93 già attivi con 82mila euro. Nel 2015 è passato a finanziare 43 nuovi spazi con contributi per 409mila euro e 29 già attivi con 33mila euro, mentre a 9 fablab sono stati erogati 125mila euro. Con il nuovo provvedimento l’amministrazione punta a un bando con finanziamento che preveda le stesse misure del 2015 ma preferenziale ai quartieri delle periferie meno coperti, con lo scopo di completare la distribuzione dei coworking sul territorio in modo più omogeneo.

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