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Centrodestra, ‘confronto’ su proposta Parisi. E nasce comitato lombardo per il ‘no’ al referendum

25 luglio 2016 Politica

“Per ora il dibattito è su Parisi come uomo per rilanciare Forza Italia, io quindi non entro nel merito, sto a vedere. Forza Italia è un nostro alleato ma noi siamo un’altra cosa, ma qualsiasi contributo è benvenuto soprattutto in questa fase per noi creativa, in cui inventare un centrodestra che sia competitivo per battere il Pd e, cosa più difficile, battere i Cinque Stelle”. Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Maroni stamani a Radio24. Del futuro del centrodestra, poi Maroni e’ tornato a parlare in occasione della presentazione del comitato per il ‘no’ al referendum costituzionale, che ha radunato gli ‘stati maggiori’ del centrodestra al circolo della Stampa.   “Di leader ce ne sono tanti nel centrodestra. “La vittoria del no – ha spiegato -significherebbe fine del governo Renzi, fine dell’ultimo governo non eletto, elezioni politiche anticipate e quindi un premier eletto dal popolo. Questa è la democrazia. Sarebbe utile perché spingerebbe anche noi a metterci insieme e a risolvere i problemi che abbiamo”. Sulle proposte di Parisi per rilanciare il centrodestra, si sono espressi anche Mariastella Gelmini, Daniela Santanché , Paolo Romani. Per la coordinatrice lombarda di Forza Italia, “Il problema Parisi non esiste, mi spiace che venga rappresentata sui giornali una classe dirigente, quella di Forza Italia, arroccata e divisa sul nome di Parisi”.  “In realtà – ha proseguito – dall’incontro con il presidente Berlusconi è uscito un sì unanime all’apertura di Forza Italia a tutti coloro che hanno voglia di dare un contributo, quindi ben venga la disponibilità, che dovrà essere accertata nei dettagli, di Stefano Parisi a collaborare al rilancio di Forza Italia e del centrodestra. Certamente – ha concluso – rimane ferma l’alleanza con la Lega e Fratelli d’Italia e tutti coloro che sono alternativi al governo Renzi”. Piu’ tiepida Daniela Santanchè : “Se il modello politico di Milano fosse stato vincente oggi non avremmo un sindaco che si chiama Sala”, ha detto, aggiungendo: “Qua non è una questione di persone, ma di principi, di programmi e di risposte”.

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