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sabato 29 luglio 2017 13:44:27
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Dagli arrosticini alla cucina di rifugiati siriani: Comune assegna 50 posti per street food

2 luglio 2017 Cronaca, Politica

Sono stati assegnati i 50 permessi per lo svolgimento dell’attività di vendita e somministrazione su aree pubbliche di cibi e bevande per i prossimi cinque anni. Lo comunica palazzo Marino con una nota.
“Grazie a questa iniziativa abbiamo portato le tematiche proposte da Expo 2015 al centro del commercio itinerante, perché il cibo è sempre cultura e valorizzazione del territorio”, spiega l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: ”Oggi lo street food rappresenta una modalità di consumo ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali. Come Amministrazione abbiamo non solo favorito la scoperta dei gusti e dei sapori della nostra tradizione ma, soprattutto, sostenuto la nascita di nuove opportunità commerciali e occupazionali per i giovani”.
Gli operatori (11 hanno partecipato alla fase di sperimentazione iniziale e 39 sono nuovi) propongono, oltre a prodotti Dop, Igp, Stg e Pat, anche sapori cosmopoliti. Tra i riconfermati, si spiega nella nota, si trovano, ad esempio, “Mozzarella e Dintorni” che propone bruschette e quanto è tipico nel salentino. “Da Nord a Sud” offre “fügasse” genovesi e arancini siciliani. “Pop Dog” reinterpreta il classico hot dog statunitense nelle varianti messicana, giapponese ecc. “Mignoneccellenze napoletane” con i classici dolci: sfogliatelle ricce e frolle, oltre a pastiere o capresi al cacao. Tra le nuove proposte, “Tira il piatto contro il muro”, una colorata apecar che propone specialità della tradizione mediorientale con ai fornelli una coppia di rifugiati politici siriani. Un progetto di street food nato dalla collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia e le chiese valdesi e metodiste. Spazio poi ai sapori nostrani con “Apemilia” che propone gnocco e tigelle accompagnate dai più conosciuti e apprezzati salumi emiliani. “Sorry mama” che si ispira al classico piatto della domenica, le lasagne, proposte nella versione più classica come nelle varianti vegane e vegetariane. “Zibo cuochi itineranti” che propone tiramisù in tante declinazioni. “Braciamoci” prepara arrosticini e panini ideali per tutti gli amanti della carne lucana. “PicoBrew” è un pub itinerante ideale per chi ama le birre artigianali realizzate con materie prime del territorio milanese. “Pestofino” propone i sapori e profumi del Tigullio, dalla pasta fresca alle salse per condire, da quella al basilico a quella alle noci. Infine, tra gli altri, i gelati della “Gelateria Gorini”, che porterà in centro città i più tipici gusti preparati con ingredienti Dop e Igp come i pistacchi di Bronte, i limoni di Sorrento, lo zafferano de L’Aquila e le amarene brusche di Modena.
I mezzi utilizzati (tricicli o quadricicli) hanno tutti un’estetica compatibile con il contesto urbano e una dimensione massima in esercizio di 3,60 metri di lunghezza per 1,70 di larghezza, oltre a essere eco-friendly, a trazione a pedali o assistita e a motore elettrico. I mezzi sono veri e propri punti vendita e di somministrazione itineranti ai quali saranno escluse, per il particolare contesto urbano/monumentale, alcune strade e piazze: l’asse viario compreso tra Piazza San Babila e il Castello Sforzesco (Via Beltrami, Largo Cairoli, Via Dante Alighieri, Piazza Cordusio, Via Mercanti, Piazza del Duomo, Corso Vittorio Emanuele II e Piazza San Carlo). I singoli mezzi possono sostare per un tempo massimo di due ore e devono rispettare una distanza minima di 250 metri dalla presenza di un operatore similare. Nei giorni concomitanti lo svolgimento di mercati settimanali scoperti o fiere, l’attività di street food può essere svolta solo a una distanza minima di 500 metri dagli stessi. Per garantire la civile convivenza con la cittadinanza gli operatori che necessitano di utilizzare olio bollente o griglie sono dotati di apposite cappe per l’abbattimento degli odori.  I cinquanta operatori sono soggetti al pagamento di un canone Cosap di circa 1.200 euro annui.

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