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venerdì 18 agosto 2017 03:22:28
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CRISI, CAMERA COMMERCIO: RIPRESA PER 50% IMPRESE MA PER UN TERZO ANCORA NON C’È

5 gennaio 2015 Imprese

Segnali alterni nell’economia milanese:  crescono gli affari per la metà delle imprese ma per il 30% ancora non  c’è ripresa e il 13,5% dice di essere in una situazione critica. Per il  futuro chiedono più sicurezza e meno costi. E’ quanto emerge da  un’indagine della Camera di commercio di Milano su circa 400 imprese a  ottobre e novembre 2015. Secondo lo studio, riparte il business a Milano: si  dice soddisfatto dell’andamento degli affari il 50% delle imprese milanesi,  non molto il 30% e critico il 13,5%. Guardando al futuro, gli imprenditori  ritengono che Milano sarà più grande, multietnica e vivibile: pensa che  sarà una città sempre più multietnica il 17,7% e una città della  dimensione di una grande capitale europea il 15,8%, una città più vivibile  l’11,5%. si vedono però anche rischi per sicurezza, povertà e degrado. Tra  gli aspetti negativi di una prospettiva futura si indicano una città poco  sicura (10,1%), una città polarizzata tra povertà e benessere (6,2%), una  città degradata (5,9%). Si chiede più sicurezza, meno costi, ruolo ai  giovani, vivibilità, innovazione. Ai primi posti nelle richieste delle  imprese ci sono infatti la sicurezza (23,1%), meno costi, semplificazione e  aiuti per le imprese (22%), dare un ruolo ai giovani (18,6%), vivibilità  (11,3%), avanzare in ricerca e innovazione (9,3%). Le imprese a Milano, si  ricorda nella nota, in base a un’elaborazione sui dati del registro delle  imprese, sono 293mila (5,7% del totale nazionale). Milano si colloca al  secondo posto nella classifica delle province italiane dopo Roma che è prima  con circa 346mila imprese (6,7%) ma è prima per numero di addetti con 1,9  milioni contro gli 1,4 di Roma che è seconda. Tra i settori che pesano di  più a Milano, si trovano le attività commerciali (25%), le costruzioni  (13,7%), le attività immobiliari (10,4%) e manifatturiere (10,1%), le  attività professionali (8,3%) e i servizi di alloggio e ristorazione (6,3%).

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