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venerdì 18 agosto 2017 01:26:01
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CRIMINI ODIO, BEST PRACTICE E FORMAZIONE OPERATORI CON PROGETTO “TOGHETHER”

7 giugno 2016 Cronaca

Vittime che non denunciano perché inconsapevoli o poco fiduciose nelle forze dell'ordine, che molte volte effettivamente non hanno le competenze adeguate per identificare e investigare sui crimini d'odio e con le organizzazioni non governative non hanno conoscenze specifiche per operare nel settore e neanche gli strumenti adeguati per poter insegnare in modo appropriato. In questo quadro di inconsapevolezza e inadeguatezza, con qualche isolata eccezione che non riesce a cambiare le statistiche, si inserisce il progetto europeo “Toghether!” dedicato ai crimini di odio, presentato oggi alla Camera del Lavoro metropolitana di Milano che per una intera giornata in corso di Porta Vittoria esplorerá questo tema con numerosi interventi di esperti nazionali e internazionali. L'Italia é uno dei 4 paesi che hanno messo in piedi il progetto: assieme a Spagna, Cipro e Repubblica Ceca l'obiettivo é quello di rafforzare la capacità di Ong e forze dell'ordine nell'individuare e segnalare i crimini di odio, agevolando la loro collaborazione sia sul piano “locale” sia internazionale. Allo stesso tempo “Toghether” mira a implementare la raccolta di dati sui crimini di odio in modo da creare metodologie standard e best practice di azioni di contrasto. Ospitato dalla Camera del Lavoro che figura tra i soggetti attivi nel progetto, unico milanese e uno dei tre italiani – assieme a Lunaria e all'università di Roma Tre- l'incontro di oggi vuole rappresentare il momento di avvio ad una intensa attività di sensibilizzazione che faccia leva sulle reali conseguenze che i crimini d'odio hanno sulle vittime e sulla società. Già esistono ad esempio 8 video formativi, due per ogni paese aderente, mentre, lato formazione, nei prossimi mesi si intende replicare incontri con le forze dell'ordine che finora hanno coinvolto 420 agenti e altre 245 persone appartenenti ad associazioni e Ong. Un altro campo d'azione in cui è necessario accelerare le azioni per arginare il fenomeno è quello dello scambio di informazioni tra forze di sicurezza, società civili e agenzie di comunicazione. Esemplare è quanto fatto dalla Catalunya che chiama a riunirsi a scadenze prefissate tutte le procure locali specializzate sul tema. È sempre più necessaria però la collaborazione della società civile per una raccolta dati a 360 gradi e per elaborare report. L'idea è di fornirne 4 nazionali e uno internazionale, appoggiandosi ad un software ad hoc che renda omogenei metodi di raccolta ed elaborazione di informazioni provenienti dai vari canali. Camera del Lavoro di Milano compresa. Per chi volesse partecipare o seguire il percorso iniziato da Toghether c'é anche un profilo Facebook e Twitter (@nohatecrime).
xcol22

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