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venerdì 18 agosto 2017 01:23:02
omnimilano

Creano ostie in carcere Opera
Detenuti incontrano Papa in udienza

9 aprile 2016 Cronaca

Avevano scritto una lettera a papa Francesco, donandogli le ostie da loro realizzate. E il Papa li aveva salutati e ringraziati in mondovisione, durante l’Angelus del 17 gennaio scorso. Oggi, quell’abbraccio “virtuale” diventa realtà: hanno infatti partecipato stamattina all’udienza in piazza san Pietro Cristiano, Ciro e Giuseppe, tre dei quattro detenuti del carcere di Opera (Mi), coinvolti nel progetto “Il senso del pane”, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che, nel carcere più grande d’Italia, ha allestito un laboratorio per la produzione di ostie. A Papa Francesco hanno consegnato, direttamente nelle sue mani, oltre 12 mila ostie, che il Santo Padre ha promesso di consacrare in una delle prossime messe da lui celebrate.
«Per noi è un’emozione grandissima», spiega Ciro, condannato all’ergastolo per omicidio. «Abbiamo donato al Santo Padre il frutto del nostro lavoro e della nostra redenzione. Gesù, presente con il suo corpo nell’Eucaristia, ci ha cambiato il cuore, e oggi possiamo testimoniare a tutti che la Misericordia di Dio è possibile per tutti, non soltanto per chi – come noi – ha commesso dei crimini orrendi». Insieme ai tre detenuti di Opera, sono stati ricevuti dal Papa anche Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giacinto Siciliano, direttore dell’Istituto penitenziario di Opera, Amerigo Fusco, Comandate della polizia penitenziaria del carcere, Arnoldo Mosca Mondadori ed Emanuele Vai, della Casa dello Spirito e delle Arti, e Marcella Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia Onlus” che, attraverso il progetto “Sicomoro”, segue i detenuti nel loro percorso di introspezione e presa di coscienza.
Alla consegna delle ostie, il Santo Padre ha voluto scrivere di suo pugno una frase, che ha lasciato in dono ai detenuti, salutando loro e tutte le persone che lavorano nel carcere di Opera, assicurando a tutti la sua benedizione e chiedendo di pregare per il suo ministero.

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