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venerdì 22 settembre 2017 12:05:24
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CORSIDIA, CERCANDO SI IMPARA

17 maggio 2017 Economia, start-up

Oltre 1300 persone interessate e più di 40 scuole iscritte a 4 mesi dalla nascita e un fondo da Google pari a 10mila euro al mese per pubblicizzare su AdWords i propri corsi socialmente utili. Sono i numeri raggiungi dalla prima piattaforma italiana dedicata all’Education Marketing.

Si chiama Corsidia e a fondarla è stato Duccio Armenise, forte dell’esperienza di WorldBridge, scuola di lingue a Milano che ha co-fondato “e che in soli 3 anni è passata dall’essere un’idea nella testa di due sognatori a una delle primissime scuole che ti capita di trovare online se cerchi un corso di lingua”.

Lui stesso, ai tempi, aveva ammiccato al fatto che era in fase di studio “una piattaforma online per la collaborazione tra centri di formazione” senza svelare nulla di più. Oggi la sia Corsidia non solo è raggiungibile con un click ma è anche molto cliccata, da studenti ma non solo.

Affianco a Corsidia.com c’è anche Corsidia.org : quando stava per lanciare la piattaforma “classica”, infatti, Armenise si è reso conto “che sarebbe stato bello realizzarne una versione no profit per promuovere corsi socialmente utili, tipicamente i corsi gratuiti per disoccupati”. Ha così fondato l’associazione no profit con il “.org” e ha presentato il progetto per l’iniziativa Google Grant ottenendo il fondo di Google, “un bel po’ di soldi da spendere su AdWords per promuovere quel tipo di corsi”.

Quando si dice “forte delle precedenti esperienze” nel caso di questo startupper non è un modo di dire: Armenise ha osservato come il modello di acquisizione per gli studenti della sua WorldBridge fosse basato sul web e ha testato per anni ogni possibile canale di Digital Marketing fino ad trovare il meglio e a inserirlo in Corsidia.

Sempre lavorando in WorldBridge, è emerso come proponendo corsi in una certa area, si finiva per raggiungere un target di persone sparse invece ovunque nel Paese, per questo Armenise ha pensato di creare una piattaforma in cui tutte le scuole potessero pubblicare contenuti in modo da “creare una enorme sinergia online fra chi insegna cose simili ma che non si fanno concorrenza per ragioni geografiche”.

L’idea è piaciuta a chi si era scontrato con le sue stesse difficoltà e da gennaio ad oggi oltre 40 realtà fra Centri Formazione, Scuole e Maestri si sono iscritti da ogni zona di Italia.

Come TripAdvisor si è affermato come motore di ricerca specializzato in ristoranti, così Corsidia lo sta diventando per i corsi puntando sul fatto che gli utenti trovino qui, e non nei siti delle singole scuole, una panoramica delle possibilità, la gamma di opportunità in una determinata zona e, magari, anche le recensioni degli ex studenti.

Per quanto riguarda il modello di business, le possibili fonti di guadagno erano tre e Corsidia ha scelto di puntare tutto sugli abbonamenti. Se avesse deciso di guadagnare su corsi effettivamente venduti si sarebbe “frapposta fra le scuole e i rispettivi studenti, non permettendo alle prime di pubblicare né numero di telefono né link e i pagamenti avrebbero dovuto passare da me per calcolare la percentuale”. Altra alternativa scartata, quella della pubblicità, per il rischio di “sporcare i risultati: basta pagare per stare in alto o “ripubblicare” un annuncio, l’esperienza utente del potenziale studente ne risente”.

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