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Consiglio regionale, sì alla legge che riordina il settore cultura. Anche un articolo per la tutela della “lingua lombarda”

27 settembre 2016 Politica

La salvaguardia e la valorizzazione della lingua lombarda diventano legge. E’ infatti uno dei punti delle norme approvate oggi dal consiglio regionale nell’ambito della legge che riordina l’intero settore cultura. Per quanto riguarda lo specifico della “lingua lombarda”, la legge prevede che la Regione “promuove la diffusione di tutte le varietà locali della lingua lombarda” attraverso attività, incontri, creazioni artistiche, pubblicazioni, programmi radiotelevisivi, indagini e ricerche su toponimi, teatro nelle sue diverse forme, musica popolare, cinema, istituti di ricerca e Università. Con l’astensione di Pd e M5S e il voto a favore della maggioranza, l’approvazione ‘ stata così commentata dall’assessore alle Culture Cristina Cappellini: “Finalmente la legge tanto attesa diventa realtà. Oggi la cultura lombarda trova il suo più alto riconoscimento con questa importante legge che ci consente di caratterizzare ancora di più le politiche culturali regionali in senso marcatamente identitario, unendo un aspetto significativo di innovazione che ci permetterà di valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio culturale della nostra Regione. Una Regione che vuole guardare al futuro portando con sé il suo ricco passato, fatto di valori, tradizioni e saper fare. Quella tradizione, per dirla con Gustav Mahler “che è custodia del fuoco e non l’adorazione della cenere”.  Soddisfatti i consiglieri della Lega per l’introduzione della tutela della “lingua lombarda”. Una posizione che non condivide il Pd. Secondo i democratici, infatti, “è davvero una forzatura l’idea di far assurgere il lombardo a lingua, magari con l’obiettivo di insegnarla nelle scuole”. Per il capogruppo Enrico Brambilla “ci sono state scelte, come quella di non sostenere più l’Istituto lombardo per la storia del movimento di Liberazione, e passaggi, come la banalizzazione e la strumentalizzazione del tema del patrimonio dialettale lombardo, che avrebbero meritato una posizione assai più dura da parte nostra. Ma ha prevalso in noi la lettura del provvedimento che è persino meglio, in molte parti, di quanto sia stato raccontato dalla maggioranza”.

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