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CONSIGLIO REGIONALE, ABROGATO IL 77% DI LEGGI NON PIÙ ATTUALI

2 aprile 2016 Politica

Una produzione legislativa sempre più mirata che avviene dopo aver coinvolto i territori e le realtà socioeconomiche della Regione e che ha come faro d'azione prioritario quello di snellire il corpus normativo e dunque eliminare le pastoie burocratiche che affliggono la vita di cittadini e imprese. In poche parole: semplificazione. E' questo uno dei dati più interessanti che emergono dal nuovo “Rapporto sullo stato della legislazione e sul rendimento istituzionale” del Consiglio regionale che analizza l'attività consiliare del 2015 preparato dall'ufficio legislativo di Palazzo Pirelli e che da oggi si può consultare in versione integrale (più di 180 pagine dense di analisi e dati) sul sito www.consiglio.regione.lombardia.it nella pagina Banche dati.
“Non servono tante leggi, quanto piuttosto buone leggi – ha detto il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo -. Il nostro Consiglio regionale deve continuare a produrre e approvare leggi che servano, che vadano a regolamentare situazioni che necessitano di norme chiare e puntuali, nell'interesse dei cittadini. Un corpus normativo vasto non è necessariamente sinonimo di buongoverno. Ecco perché io credo sia corretto eliminare le leggi inutili o desuete e aggiornare quelle che hanno bisogno di essere attualizzate, come abbiamo fatto in più occasioni durante questa legislatura”.
Nel 2015 le leggi abrogate dal Consiglio nella sua attività di riordino legislativo sono state 15, ma il dato va inserito nel contesto dell'azione istituzionale dell'Assemblea regionale lombarda che dalla sua nascita – nel 1970 – ha come tasso di abrogazione un buon 77% (2266 leggi approvate, 1756 abrogate). Analizzando bene questi numeri si evidenzia che le legislature che hanno toccato le punte più alte di abrogazione delle leggi sono state soprattutto la VI (405), la VII (624) e l'VIII (446). “Tutto ciò dimostra -evidenzia il Rapporto – che nelle prime legislature si è legiferato per la prima volta, mentre nelle ultime si è proceduto principalmente al riordino e alla manutenzione della normativa esistente. Nell'attuale X legislatura -sottolinea ancora il Rapporto- a fronte di 105 nuove leggi ne sono state abrogate 40, segno di attenzione all'ordinata manutenzione del corpus normativo”.
Un altro dato interessante riguarda la titolarità dei progetti di legge presentati e discussi. L'articolo 34 dello Statuto di Autonomia della Lombardia stabilisce che l'iniziativa legislativa appartiene a ciascun consigliere regionale, al Presidente della Giunta regionale, al Consiglio delle Autonomia locali, ad almeno cinquemila elettori, a ciascun consiglio provinciale, ai consigli comunali in numero non inferiore a 5 o con popolazione complessiva di almeno 25mila abitanti. Nel 2015 sono stati discussi complessivamente 61 progetti di legge: il 26% di iniziativa consiliare (42,26% del totale) e 35 di iniziativa del Presidente della Giunta regionale (57,38%). Il dato, seppure riferito a un solo anno, conferma ormai la tendenza delle ultime legislature e vede il Consiglio riappropriarsi del ruolo legislativo, dunque della capacità di proporre interventi normativi. I dati riferiti agli anni 2013 e 2104 in questo senso sono molto chiari: i progetti di legge di iniziativa consiliare sono stati 153, quelli di iniziativa del Presidente della Giunta 63.
Il Rapporto è accompagnato anche da un'approfondita radiografia su tutte le leggi approvate e ne racconta il percorso legislativo, dalla presentazione al voto in Aula. Ogni legge ha così la sua scheda ricca di dati, con numero di sedute di Commissione che si sono rese necessarie per il prima via libera e numero di articoli che la compongono. La scheda ripercorre l'iter di discussione di ogni provvedimento evidenziando le audizioni in Commissione e quanti giorni si sono resi necessari per giungere all'approvazione. A titolo di curiosità, si può notare che si va dai 14 giorni per la legge sul risparmio energetico ai 489 giorni per la legge a sostegno del lavoro di assistenza in famiglia (badanti). Le due leggi più complesse e corpose sono ovviamente quella di riforma del sistema sanitario con 3 articoli, 34 commi, 166.629 caratteri e quella sul turismo con 87 articoli, 308 commi, 101.862 caratteri. Le due più brevi riguardano la ratifica dell'intesa col Canton Ticino (2 articoli, 2 commi, 773 caratteri) e la modifica della legge su fiere e commercio (1 articolo, 1 comma, 1531 caratteri).
Una volta promulgata, la legge può essere oggetto di ricorso alla Corte Costituzionale. Ma nella prima metà dell’attuale legislatura il fenomeno è stato limitato: 2 le leggi impugnate nel 2014 e due nel 2015. Importante anche il fatto che nel 2015 si è consolidata l'attività di monitoraggio delle leggi approvate dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione.

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