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sabato 21 ottobre 2017 14:22:11
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Confronto Parisi-Sala al teatro Parenti
Botta e risposta su alleanze ed Europa

20 maggio 2016 Politica

Il candidato di centrosinistra attacca sull’appoggio della Lega, Parisi sul tema della pressione fiscale. Tra i temi toccati anche legalità e rapporti col governo nazionale

Confronto tra Stefano Parisi e Beppe Sala oggi al teatro Parenti, in un faccia a faccia organizzato dal Foglio e moderato dal direttore Claudio Cerasa. Dal referendum sulle riforme ai migranti, da Salvini a Renzi, sono numerosi gli argomenti trattati dai due candidati sindaco delle principali coalizioni. In tema di alleanze, Sala ha attaccato sulla Lega: “Ci differenzia chi sta dietro. Io non accetterei mai di avere come mio principale sponsor politico – perché Salvini è il principale sponsor di Parisi – uno che insulta e dà del servo al presidente della Repubblica. Non riuscirei a guardarmi allo specchio”. “In sè la candidatura di Parisi non rappresenta nulla di negativo. Io credo che in questo momento nel suo schieramento ci sia una logica che è lontana da quello che è il bene di Milano”, ha proseguito l’ex ad di Expo. “Mi fa paura – spiega – che il primo partito della coalizione sia la Lega” che pensa che “l’Italia e Milano possano stare fuori dall’Europa. L’Italia fuori dall’Europa durerebbe tre mesi. E poi io, da milanese, faccio un po’ fatica a pensare a questo livello di arroganza nelle parole: mi mette a disagio veder definire imbecille Renzi, servo Mattarella o il Papa che si deve subire le angherie di Salvini”. Per Giuseppe Sala questa non sarebbe una cosa “molto milanese”.  Parisi ha puntato sul tema delle tasse: “Sotto l’amministrazione Moratti il gettito fiscale era di 590 milioni: Beppe forse vuoi riportarlo a quei livelli, a cui eri abituato”, ha chiesto al competitor. Per Parisi “le tasse vanno abbassate a parita’ di bilancio, ma dovremo prima di tutto abbassare i costi dell’amministrazione”.

Botta e risposta sul tema della legalità: “Non arriverei mai a dire che un avviso di garanzia è sufficiente perché un sindaco si dimetta. Però, se ruba, anche solo un euro, avviso di garanzia o meno, deve andare a casa”, ha detto Sala. Risposta di Parisi: “Darei le dimissioni se la mia permanenza a palazzo Marino danneggiasse la citta’”. Parisi ha ricordato le sue dimissioni da Fastweb per “evitare il commissariamento di Fastweb”, precisando che “il sindaco di Lodi non doveva essere arrestato” e che “se il capo dell’opposizione denuncia il sindaco e il sindaco si dimette, non ci sarebbero piu’ sindaci in Italia”. Si tratta dunque di “una scelta personale”, ma “la polemica fra il Pd e i Cinque Stelle su chi si dimette di piu’ non mi piace”. A Milano poi “voci di garanzia non ne ho sentite tante qui da parte della sinistra”.

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