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venerdì 24 novembre 2017 08:29:40
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Cittadinanza onoraria al pm antimafia Di Matteo: “Da Milano nuova guerra di liberazione da illegalità”

4 aprile 2016 Politica

Un abbraccio con Salvatore Borsellino e un applauso con le “Agende Rosse” alzate. Cosi’ in una sala Alessi piu’ che controllata dalle forze dell’ordine e’ cominciata, a palazzo Marino, la cerimonia ufficiale per il conferimento della cittadinanza onoraria ad Antonino Di Matteo. Con l’iniziativa di oggi, alla presenza del sostituto procuratore a Palermo che si e’ distinto nelle inchieste antimafia, a Milano con la moglie e la figlia, il Comune traduce in atto la delibera approvata dal consiglio comunale lo scorso 15 febbraio su richiesta di diverse associazioni impegnate sul fronte dell’antimafia. Alla cerimonia, il vicesindaco Francesca Balzani, il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, il presidente della commissione Antimafia David Gentili, l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, la presidente della commissione Pari opportunita’ Anita Sonego e il consigliere del Polo dei Milanesi Matteo Forte in rappresentanza di maggioranza e opposizione, insieme con diversi consiglieri e diversi rappresentanti del Movimento 5 Stelle fra cui il candidato sindaco Gianluca Corrado e l’ex candidata Patrizia Bedori. In sala, con Salvatore Borsellino, molti esponenti del movimento Agende Rosse.  “Sono orgoglioso e onorato di diventare membro onorario della comunita’ di Milano -ha detto Di Matteo -, una citta’ che per la sua storia di integrazione fra cittadini provenienti da diverse Regioni d’Italia, d’Europa, del mondo, e’ emblema dell’unita’ della nazione e del valore dell’integrazione fra popoli e culture diverse. Questa citta’ ha scritto pagine importanti della Resistenza e della Liberazione. Quel ricordo non puo’ diventare sterile esercizio retorico ma deve essere un solido punto di partenza per coltivare un sogno: oggi e’ necessario intraprendere una nuova Resistenza e una difficile guerra di Liberazione, dalla mafia, dalla corruzione, da una illegalita’ diffusa ad ogni livello sociale”.

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