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Comune, al via ‘Bella Milano’: squadre antidegrado con disoccupati e migranti. Majorino: “Cura della città ci coinvolge tutti”

12 dicembre 2017 Politica

Squadre antidegrado composte da disoccupati e richiedenti asilo per pulire e riqualificare alcune zone di Milano, in collaborazione con Amsa. La sperimentazione, annunciata in una conferenza stampa dall’assessore comunale al Welfare Pierfrancesco Majorino, parte oggi con due squadre da 4 persone ciascuno formate da due richiedenti asilo, un disoccupato e un dipendente della cooperativa “vestisolidale” che ha vinto il bando del comune per gestire l’operazione che si chiamerà “Bella Milano”. La prima zona da cui è partita l’azione è la Stazione Centrale, in particolare nelle zone di via Sammartini e via Ferrante Aporti. “In primavera – ha sottolineato Majorino – ci sarà un’implementazione con almeno una squadra in ogni zona con l’idea di arrivare a venti”. I richiedenti asilo faranno questo lavoro su base volontaria, mentre i disoccupati riceveranno una borsa lavoro fino a 500 euro. Si occuperanno di azioni concordate con Amsa e che sono al di fuori del contratto di servizio: presidiare e ripulire giardini e aree verdi, la deaffissione di adesivi, interventi dove sono stati presenti i senzatetto, segnalazioni di situazioni specifiche in cui c’è bisogno di intervenire. La sperimentazione durerà tre mesi e, da marzo 2018, con un bando, l’operazione sarà estesa a tutto il territorio della città. In occasione della conferenza stampa è stato fatto anche il punto sull’iniziativa “un’azione in comune” che ha coinvolto 500 richiedenti asilo dei diversi centri della città durante le domeniche di “Puliamo il mondo”, iniziativa di Legambiente. A 14 richiedenti asilo è stato dato un attestato come riconoscimento per l’attività svolta. “È una scommessa molto bella, per far si che sempre di più il tema della cura della città possa riguardare tutti – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – cittadini, volontari, operatori e richiedenti asilo e rifugiati”.

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