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mercoledì 23 agosto 2017 10:12:48
omnimilano

Comunali, alle urne solo il 5 giugno
Sala: Allineati all’Europa; Parisi: Governo fa campagna elettorale

16 maggio 2016 comunali, Politica

Niente voto per le elezioni comunali su due giorni, il 5 e 6 giugno, come proposto nei giorni scorsi dal Ministro Angelino Alfano per le amministrative ma anche per il referendum costituzionale di ottobre. Il consiglio dei ministri non ha quindi preso in considerazione la possibilita’ e lo stesso ministro ha rivisto la propria posizione “di fronte a tante polemiche pretestuose e strumentali”. Se per il candidato del centrosinistra Beppe Sala c’e’ soddisfazione “non tanto per calcolo, ma perché così ci allineiamo all’Europa”. Si è votato in un giorno solo a Parigi, Londra, Berlino e Madrid, mi sembra giusto anche da noi”, a criticare la decisione di non estendere il voto su due giorni sono gli altri candidati. A partire da Stefano Parisi. “È un peccato, una occasione persa. Vedo che le perplessità di Sala hanno convinto il governo a rinunciare a questa cosa. Mi sembra sempre più evidente che il governo sta facendo la campagna elettorale per il candidato del centrosinistra, penso che questo sia istituzionalmente molto grave”, ha detto il candidato del centrodestra in serata. Per il candidato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Corrado “Un’altra occasione persa per la democrazia. Anche se in corsa, ci sarebbe stata l’opportunità di porre in parte rimedio alla scelta di fissare le elezioni in una domenica di ponte, il primo della stagione estiva. È un’ulteriore dimostrazione che in Italia sia destra che sinistra non sono interessate ad aumentare la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini”. Critico anche Basilio Rizzo, di Milano in Comune:  “La decisione di votare solo la domenica – ha detto – dimostra come questo sia davvero un governo di “incrollabili e forti principi”!…Hanno provato infatti a fare i furbi ma si sono resi conto che sarebbe stata un’operazione di parte e hanno dovuto così cambiare idea e precipitosamente fare dietrofront”. Per il radicale Marco Cappato  “La partecipazione andrebbe agevolata sempre, anche quando si votano i referendum, e senza cambiare le regole in corsa secondo convenienza”.

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