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Redditi on line, sfida sulla ‘trasparenza’ tra candidati sindaco

26 aprile 2016 Politica

“Si vedrà chiaramente che non solo la casa in Svizzera è dichiarata, ma ci ho pure pagato 10mila euro di tasse”. Lo ha detto Giuseppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra, riferendosi, a margine del suo incontro con gli studenti delle università Statale, Bicocca e Politecnico, alla sua casa in Svizzera e alla dichiarazione dei redditi poi pubblicata on line, sul sito beppesala.it. Nel modello Unico 2014 sono disponibili quindi il reddito complessivo, che ammonta a 410.305 euro, le imposte dovute e le tre proprietà immobiliari di Sala con le relative rendite catastali. Sul tema e’ stato anche interpellato Stefano Parisi, candidato del centrodestra secondo il quale Sala “ha fatto bene” a mettere on line la dichiarazione dei redditi e non esclude di fare altrettanto, ma “al momento giusto”. “Lui aveva un problema di reputazione legato all’aver dimenticato in una dichiarazione un suo bene, ha fatto bene a pubblicarla per rasserenare l’opinione pubblica”, ha infatti commentato a margine di un incontro con i rappresentanti dell’Ente nazionale sordomuti. Quanto alla possibilità di fare altrettanto e rendere pubblico il proprio reddito, ha aggiunto, lo faremo “al momento giusto, quando sarà necessario informeremo ovviamente i cittadini di Milano qual è il mio reddito e qual è il mio patrimonio”. Dagli altri candidati, la risposta all’invito di Sala a fare come lui.  “Non c’è nessun problema. Le mie dichiarazioni dei redditi sono comunque disponibili, sia adesso, sia quando sarò eletto”, dichiara Luigi Santambrogio, candidato sindaco di Alternativa Municipale. Per il candidato M5S, Gianluca Corrado “nessun problema a rendere pubblica la mia dichiarazione dei redditi, così come ogni altro documento che possa essere di interesse degli elettori perché la trasparenza rientra nel dna del M5S. Non lo farò certo perché lo ha chiesto il candidato del PD, sia perché la questione morale non appartiene a questa forza politica sia perché Sala, a quanto ci risulta, si è già reso responsabile di dichiarazioni mendaci non avendo denunciato due proprietà immobiliari allorquando è divenuto Ad di Expo. In ogni caso, se di trasparenza si vuol parlare, riterrei opportuna la pubblicazione della documentazione attestante i redditi e il patrimonio di tutti i candidati relativamente agli ultimi 5 anni”.  “La mia dichiarazione dei redditi è online da molti anni (anche quando ero Parlamentare europeo e non era obbligatorio pubblicarla) – dice invece Marco Cappato, candidato sindaco radicale -. In politica, è più facile dirsi onesti quando si è “nati ieri”. Sul sito www.milanoradicale.it ho anche pubblicato tutti i miei cedolini mensili, nonché il rapporto di ogni attività consiliare come le interrogazioni e gli accessi agli atti. Su mia iniziativa, tutte le riunioni del Consiglio comunale e delle Commissioni sono disponibili online e liberamente scaricabili sul sito del Comune, così come i curriculum dei candidati agli Enti partecipati”. Per il candidato di NoixMilano, Nicolò Mardegan,  “È la legge che impone di rendere pubblica la dichiarazione dei redditi di ogni amministratore pubblico; io lo faccio fin dal 2001 – quando avevo 18 anni – prima come consigliere di zona e poi come consigliere provinciale. Lo farei in ogni caso comunque: io e il movimento che rappresento non abbiamo nulla da nascondere, altrimenti non mi sarei candidato”.

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