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sabato 19 agosto 2017 11:17:20
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Comunali, da Bussolati (Pd) appello a Sel: “Non dividiamoci”

11 gennaio 2016 focus, Politica

“Non dividiamoci”: è il senso dell’appello che Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd, lancia a Sel in occasione dell’incontro di questa sera al teatro Filodrammatici sulle primarie. Milano, scrive Bussolati, “è diventato un esempio da seguire” e un “modello di buon governo”, inoltre, per Bussolati, “lasciare adesso il centrosinistra significa rischiare di restituire la città alla destra di Salvini”.  “Care e cari amici e compagni di Sel, lasciare adesso il centrosinistra significa rischiare di restituire la città alla destra di Salvini. Manca meno di un mese al 6 e al 7 febbraio, giorni in cui i milanesi sceglieranno il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Sarà un momento decisivo per il futuro della nostra città e per quello della politica – scrive Bussolati -. In questi anni, il nostro è diventato un esempio da seguire: Milano si è trasformata in un un modello di buon governo e di buona politica, e da più parti hanno guardato con ammirazione e favore alla nostra capacità dialettica e di sintesi. Abbiamo discusso ma siamo stati capaci di trovare delle soluzioni ai problemi e alle istanze della città, perché abbiamo sempre messo davanti a tutto il bene di Milano. Anche le primarie che stiamo organizzando fanno parte di questo patrimonio: primarie aperte, trasparenti e partecipate”.
“Lasciare adesso la coalizione di centrosinistra – prosegue – significherebbe tradire questa scelta, far valere più le poche cose che ci dividono alle ragioni che ci uniscono. Sarebbe un errore. Vorrebbe dire rischiare di restituire la città all’ottusità di una destra populista come quella della Lega di Salvini. Sarebbe una decisione poco comprensibile anche agli occhi dei cittadini e dei milanesi, i soli a farsi carico delle conseguenze. Così come valutare se partecipare alla coalizione in base all’esito delle primarie significherebbe danneggiare le primarie stesse. Su questo servono finalmente parole chiare e certe. Per i milanesi, per il rispetto che dobbiamo a questi anni di governo della città.
Non possiamo permettere che un momento di confronto democratico e di apertura alla città, come le primarie, si trasformi in un congresso di partito, in un’occasione di scontro o di resa dei conti tra chi non accetta la libera partecipazione alla politica e pensa di poter dare patenti di appartenenza o rifiuta di lasciare liberi i cittadini di decidere chi rappresentarli alle prossime elezioni.
Tutto questo non fa parte dell’esperienza che abbiamo costruito insieme in questi anni. Tutto questo non ci appartiene. Andiamo avanti, non dividiamoci ad un passo da un traguardo così importante come quello del 6 e del 7 febbraio. Milano viene prima di tutto”.

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