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COMMERCIO ESTERO, PER MILANO VALE 100 MILIARDI: PRIMA IN ITALIA

11 maggio 2016 Economia

Il commercio estero milanese vale quasi 100 miliardi di euro, 37 miliardi di export e 62 di import, +4% in un anno, grazie al traino dell’import +6,7% anche se si riduce l’export -1,1%. Il calo è dovuto alla riduzione dell’export verso la Russia, -32,5%, 400 milioni in meno in un anno. Milano da sola vale quasi quanto l’intera Italia centrale (130 miliardi di euro) e rappresenta il 13% del totale italiano. Prima in Italia, è seguita, a distanza, da Torino (38 miliardi di euro) e Vicenza (26 miliardi di euro). Superano i 20 miliardi di euro anche Roma, Brescia, Verona e Bergamo. Prime aree di riferimento per l’interscambio milanese: l’Unione europea (55,5 miliardi di euro), l’Asia orientale (15,5 miliardi di euro, +9,2%), gli altri Paesi europei (10,5 miliardi) e l’America settentrionale (6,5 miliardi). Primi Paesi partner: per l’export gli Stati Uniti con 3,7 miliardi di euro (+15,2%) e per import la Germania con 13,8 miliardi (+8,7%). Si esportano soprattutto macchinari con 7 miliardi, seguiti dalla moda con 5,6 miliardi, in crescita del 6%. Terza la chimica con 4,6 miliardi, +6,4%. In crescita anche l’export di prodotti farmaceutici (+7%), di elettronica (+6%) e di altri prodotti manifatturieri, tra cui design e mobili (+5%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio sui dati Istat 2015 e 2014.
La Camera di commercio di Milano mette a disposizione delle imprese milanesi 700 mila euro attraverso il “bando per l’internazionalizzazione delle MPMI milanesi”. L’obiettivo del Bando è di favorire e sostenere i processi di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese milanesi attraverso una serie di azioni che individuino le migliori strategie e i migliori servizi per approcciare i mercati esteri. Il sostegno prevede un contributo fisso a fondo perduto da utilizzare per un pacchetto di servizi erogati da Promos, azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di commercio di Milano a fronte di una spesa minima a carico dell’impresa beneficiaria.

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