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giovedì 16 agosto 2018 08:33:15
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CINISELLO, DA LEGAMBIENTE RICORSO A TAR CONTRO AMPLIAMENTO CENTRO COMMERCIALE

14 dicembre 2017 Ambiente, Politica

Gallerie commerciali, ristorazione, 3 palazzi di 7 piani per uffici destinati a diventare sedi di multinazionali, un planetario ed un cinema multisala con 19 sale di proiezione. È un progetto faraonico quello dell’ampliamento del centro commerciale Auchan di Cinisello Balsamo, al confine con Monza, realizzato in un’area che prevede un ambito di trasformazione dalla superficie complessiva di 300.000mq. Un progetto redatto senza alcuna Valutazione Ambientale Strategica ed in forza di una VIA lacunosa e contradditoria”. Si legge in una nota di Legambiente. “Non possiamo accettare – afferma Angelo Fabretto, presidente del circolo Legambiente di Cinisello Balsamo – questo ennesimo carico ambientale sul territorio, determinato da un’opera enorme quanto inutile per lo sviluppo economico locale, destinata a diventare una cattedrale dei consumi in un contesto urbano sempre più desertificato delle sue vitali attività commerciali di prossimità. Un’opera che consideriamo dannosa per l’inevitabile impatto sul traffico veicolare, che metterà in ginocchio il sistema viario, peggiorando ulteriormente la qualità dell’aria in una città che ha già cementificato il 75% del suolo libero”.
Per questo motivo, si spiega, Legambiente Lombardia ed il Circolo Legambiente di Cinisello Balsamo hanno organizzato una serata di informazione alla cittadinanza tenutasi ieri sugli effetti dell’approvazione, da parte del Comune di Cinisello Balsamo, del Programma Integrato d’Intervento che darà di fatto l’avvio alla realizzazione di quello che si configura come il più grande centro commerciale d’Italia. “La mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica e il rifiuto sistematico di prendere in considerazione le osservazioni ambientali al progetto da parte del comune, che ha preferito assecondare discutibili scorciatoie procedurali anziché intraprendere un processo aperto e allargato di valutazione, sono aspetti che ci hanno spinto a presentare un ricorso al TAR contro il progetto – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Questa nuova opera viene costruita in fregio ad una già esistente ampia struttura commerciale, a ridosso della Lecco-Milano, chiusa da oltre due anni: stiamo, di fatto, già assistendo alla rinascita di un grande centro commerciale a partire dalle sue stesse ceneri. Un intervento sicuramente aggressivo e invadente che non coincide certamente con la nostra idea di rigenerazione urbana”.
Secondo Legambiente “è sempre più necessaria una pianificazione regionale, che impedisca la nascita di strutture commerciali così impattanti e concentrate in un territorio che ha già una densità eccessiva di carichi ambientali: non possiamo più affrontare la situazione in una logica locale e di breve periodo. Nell’area milanese non servono altri enormi centri commerciali, ma operazioni di recupero di aree dismesse e degradate con progetti sostenibili che puntino sulla valorizzazione delle aree verdi, delle strutture sportive, dei centri storici che esprimono la loro naturale vocazione civica e sociale. Quello che l’amministrazione comunale di Cinisello Balsamo propaganda come ‘porta d’accesso alla città’ si configura invece come un’ennesima ammucchiata di cemento, negozi, parcheggi e rampe congestionate sia dai clienti del centro commerciale che dagli utenti dei parcheggi di interscambio con le future stazioni delle metropolitane linee M1 e M5: un mix generatore di flussi di traffico esplosivi. Crediamo che la vera porta da valorizzare per l’ingresso a Cinisello debbano essere gli spazi verdi del Parco del Grugnotorto, grande polmone verde metropolitano in gran parte ancora da realizzare, non certo questo ecomostro commerciale”.

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