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venerdì 22 giugno 2018 18:59:15
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CINEMA, FESTIVAL AQUERÒ: PROIEZIONE FILM SU SENZATETTO A MILANO “PANE DAL CIELO”

22 gennaio 2018 Spettacolo
Arriva per la prima volta in una sala cinematografica il film realizzato dal regista e produttore Giovanni Bedeschi, Pane dal cielo, sul tema della povertà e dei senza fissa dimora. La pellicola è ambientata a Milano, città con 13 mila clochard e il triste primato di questo fenomeno che a livello nazionale conta circa 60mila persone senza un tetto (dati Istat 2015). La proiezione si svolge nell’ambito del Festival Aquerò, lo Spirito del cinema, una rassegna cinematografica dedicata al cinema spirituale, sabato 10 febbraio alle ore 18 all’Auditorium San Fedele di Milano. Al termine, seguirà un incontro con il regista, con l’attrice Paola Pitagora e padre Maurizio Annoni, presidente dell’Opera San Francesco per i poveri. La proiezione sarà poi replicata domenica 18 febbraio alle ore 21.00 al Cineteatro Don Bosco di Carugate. Il film racconta la storia di due clochard che vivono nei pressi della stazione di Milano Greco – Pirelli che la notte di Natale trovano un neonato dentro un cassonetto. I due senzatetto portano il bambino al più vicino ospedale pediatrico e qui assistono ad un evento straordinario: nessuno dei dottori e degli infermieri riesce a vederlo. Il neonato sembra essere invisibile, ma non a tutti. Si sviluppa così la storia di un bambino visibile solo ad alcune persone: una signora benestante e generosa – Ada (Paola Pitagora) – e Ruben (Gigi Piola), che vive nelle stesse condizioni di Lilli (Donatella Bartoli) e Annibale (Sergio Leone), ma per molti il neonato è una follia della mente di queste persone tenute ai margini della società. Cosa crea questa differenza tra le persone? Perché solo alcuni possono vedere il bambino? Diventa chiaro che il neonato è portatore di un messaggio che si diffonde rapidamente ed è motivo di cambiamento.
L’idea e il soggetto del film sono di Sergio Rodriguez con il quale Bedeschi ha lavorato fianco a fianco per raccontare sul set un mondo complesso, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così forte. La sceneggiatura è stata affidata a Franco Dipietro che ha abilmente trasformato il soggetto in narrazione cinematografica.Del film, realizzato con i patrocini del Comune di Milano (Direzione centrale politiche sociali e cultura della salute) e della Fondazione Pubblicità Progresso, è stato prodotto da Bedeschifilm con anche il contributo di tante persone che hanno partecipato alla campagna di crowdfunding fatta nel 2016.
Dice Giovanni Bedeschi: “Sono felice di aver portato a termine le riprese di questo film a cui tengo tantissimo. Il progetto Pane dal cielo nasce dalla mia passione per il volontariato, dagli incontri avvenuti all’Opera San Francesco di Milano dove ho potuto conoscere le storie straordinarie di molti senzatetto. Storie di persone comuni che a un certo punto hanno perso tutto per una separazione, per il fallimento di una iniziativa imprenditoriale, la perdita del lavoro, una malattia…Ho sentito il dovere morale di dare voce a questa realtà, spesso taciuta, ma che sta diventando un’emergenza. Voglio anche ringraziare il cast, le comparse che a titolo volontario hanno partecipato alle riprese e tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto e hanno permesso il suo completamento dimostrando una forte sensibilità e una solidarietà che è andata oltre la storia narrata nel film”.
Aggiunge Paola Pitagora, tra i protagonisti del film: “Sono orgogliosa di aver preso parte a questo progetto, per me è stata una esperienza unica perché vera e completamente autentica. Spesso, quando ci si trova dinanzi a persone costrette a vivere in mezzo alla strada, la prima reazione istintiva e dettata dalla paura è il rifiuto. Il personaggio che interpreto nel film, Ada, è una donna ricca che istaura un rapporto di solidarietà con Lilli; diventa quindi il tramite tra il mondo ‘protetto’ che tutti conosciamo e un mondo un po’ più estraneo, sconosciuto, quello dei senza dimora. Pane dal cielo è un invito a non soffermarsi alla prima impressione ma ad andare oltre e cercare di capire che queste persone spesso hanno alle spalle storie di grande dignità”.

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