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Crollo cavalcavia, Maroni chiede a Delrio e Anas ricognizione tutte infrastrutture lombarde

29 ottobre 2016 Cronaca, Politica

Dopo il crollo del cavalcavia sulla statale 36, nel lecchese, la Regione intende chiedere ad Anas e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio una ricognizione delle infrastrutture della Lombardia. Lo ha riferito il presidente della Regione Roberto Maroni a margine dell’Accademia di formazione politica organizzata dalla Lega Lombarda. “Quello che stiamo pensando di fare – ha detto – e’ sentire Anas e il ministro Delrio per una ricognizione complessiva delle infrastrutture lombarde, per vedere, se ce ne fossero, quali sono a rischio con stanziamento di risorse adeguate. Noi come Regione non abbiamo strade – ha proseguito – ma ci interessa questa verifica”. Quanto al crollo di ieri, Maroni ha riferito di aver sentito il presidente di Anas: “Mi ha detto che erano intervenuti loro per chiedere alla Provincia di chiudere il passaggio subito – ha affermato – ma la Provincia non si e’ attivata subito, nessuno dei due e’ intervenuto in tempo”. In ogni caso, ha concluso rispondendo a una domanda dei giornalisti “non sta a me stabilire responsabilita’”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha istituito stamani con proprio decreto la commissione d’inchiesta del Ministero sul cedimento del cavalcavia, costituita da “figure di comprovata esperienza, capacità e professionalità che dovranno fornire uno scrupoloso accertamento dell’accaduto e una dettagliata ricostruzione dei fatti entro 30 giorni”. Intanto polemizza Legambiente Lombardia: “L’assurdo incidente stradale di ieri sulla statale 36 dimostra ancora una volta – dice Dario Balotta – la carenza di risorse per la manutenzione di strade ponti e gallerie lombarde. La regione Lombardia ha al centro della sua attività solo la progettazione e la spesa per nuove autostrade e strade che risultano di scarsa utilità, come la Brebemi e la Teem, o lo risulteranno come la Pedemontana. La rete stradale principale lombarda supera i 11.000 chilometri, 1.000 di strade statali e circa 10.000 di strade provinciali e le loro condizioni stanno peggiorando con il passare degli anni grazie alla riduzione delle spese per la manutenzione. Spese che invece crescono per nuove autostrade e strade”.

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