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CATTOLICA, DIECI ARTISTI INTERPRETANO LA MISERICORDA: APRE MOSTRA MERCY IN-SIGHT

17 ottobre 2016 Cronaca

Dieci artisti di fama internazionale chiamati a interpretare con il proprio sguardo la Misericordia al giorno d'oggi. Si intitola “Mercy In-sight” l'esposizione curata da Cecilia De Carli, Elena Di Raddo e p. Enzo Viscardi dell’Università Cattolica. Alberto Garutti, Antonio Paradiso, Emilio Isgrò, Silvio Wolf, Marco Bagnoli, Laura Morelli, Maurice Pefura, Nicola Pellegrini e Ottonella Mocellin, Enzo Umbaca e gli artisti (Antonella Ortelli, Luca Quartana, Carla Vendrami, Silvia Truppi e Aldo Rocco) del Progetto Casina dialogano con le loro opere partecipando al grande tema attualizzato dal Giubileo Straordinario indetto da Papa Francesco. Le opere d’arte trasformeranno gli spazi del chiostro bramantesco e della Cappella San Francesco in largo Gemelli a Milano, sede dell'università, muovendo la curiosità del visitatore con i loro codici e linguaggi per sperimentare intuizioni e percezioni sulla Divina Misericordia. Un cammino di conoscenza promosso dal Centro Pastorale dell’Ateneo.
Allargare e allungare lo sguardo per costruire il dialogo tra discipline – spiega l'università – è tratto distintivo dell’Università Cattolica, la cui progettualità non convenzionale trova il suo precedente già nei primi anni Trenta del Novecento, quando arte e religione scoprono un connubio controcorrente nei tre grandi protagonisti della ristrutturazione dell’Ateneo: il fondatore e rettore dell’università, padre Gemelli, l’architetto Giovanni Muzio e il giovanissimo artista Giacomo Manzù.
Oggi, la sfida che raccoglie Mercy In-Sight è quella di dialogare sul tema della Misericordia che nasce in ambito cristiano, dentro un dinamismo costruttivo di apporti, indispensabile passaggio ad ogni autentica e vitale crescita culturale e religiosa. Su questo asse si pone la preziosa collaborazione tra artisti, dottorandi e docenti dell’Ateneo, in primo luogo quelli della sezione Arte del Dipartimento di Storia, Architettura e Storia dell’Arte.
Tra i nomi chiamati a confrontarsi sulla misericordia, anche quello del “pericoloso cancellatore”, come si definisce Emilio Isgrò: «Non so se credo in Dio e nel Cristo, ma credo sicuramente in quella Misericordia che viene dai loro nomi”, e quello dello scultore Antonio Paradiso, per il quale “l’arte, come la spiritualità, sono ricerche che procedono in parallelo alla conquista della Misericordia».
Poter esporre in Università Cattolica si traduce in possibilità che incuriosisce, per Alberto Garutti, che vede «in questo luogo un punto in cui la cultura e la vita della città si incontrano e dove si pensa si producano intersezioni inaspettate”. “L’arte per sua natura è un punto di coagulo tra scienza, politica, letteratura e storia, dunque un luogo privilegiato di contatto con il mondo e la sua complessità”.
Portare l’arte contemporanea in Università rappresenta «una valorizzazione e un allargamento dell’idea stessa di apprendimento e di formazione, trattandosi di linguaggi simbolici visivi, metafore della realtà in un luogo dedicato alla teoria e alla sperimentazione», spiega Silvio Wolf. Per Laura Morelli: «il paesaggio quotidiano assume così, per un tempo dato e in risonanza reciproca, caratteristiche che alimentano riflessioni estetiche, etiche, politiche e poetiche».
Luogo di ricerca e di sapere, l’Università Cattolica conferma l’impegno perché le idee e le riflessioni trovino non solo un centro propulsore, ma anche un fondamento comune. «In questo anno giubilare credo che al nostro Ateneo sia affidata una missione peculiare in coerenza con la sua storia e la sua identità: farsi promotore di una cultura della Misericordia offrendo approfondimenti, sviluppando confronti, condividendo testimonianze», spiega Monsignor Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica.
“Mercy In-Sight”, spiega ancora l Cattolica, trova il suo humus anche nel legame tra l’Ateneo e la città di Milano, come spiega il rettore Franco Anelli: «L’Università Cattolica è nata quasi un secolo fa nel cuore di Milano, e ciò non avvenne per caso, ma per la stretta relazione che univa i nostri fondatori alla città e alla Chiesa ambrosiana. Tuttavia questo legame, che costituisce uno dei tratti originari della nostra identità, non ha mai condizionato in senso “localistico” le strategie dell’Ateneo, giocando invece un ruolo rilevante nel suo percorso di crescita nazionale e internazionale. Proprio la consapevolezza della posizione che Milano continua a rivestire in Italia e nel mondo è alla base della recente decisione di acquisire l’ex Caserma Garibaldi per realizzare un grande Campus cittadino. In questo contesto le numerose iniziative culturali offerte alla cittadinanza rappresentano un modo importante ed efficace per rafforzare il dialogo tra la ‘Cattolica’ e le parti più vitali e propositive della comunità civica». L’Ateneo invita i cittadini a visitare prossimamente le opere negli orari di apertura al pubblico dell’Università Cattolica dalle 8 fino alle 22.

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