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domenica 20 agosto 2017 00:35:49
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Carceri, tra legionella e disinfestazioni
Presentata la relazione dell’Asl

18 febbraio 2016 Cronaca

È stata presentata questa mattina davanti alla sottocommissione Carceri di Palazzo Marino la relazione semestrale sulle condizioni igienico sanitarie delle quattro carceri milanesi. Il rapporto è frutto di un’ispezione effettuata nel secondo semestre del 2015 dall’Asl, le cui competenze in questo ambito sono state trasferite all’Ats, agenzia di tutela della salute istituite con la recente riforma sanitaria regionale. “Le condizioni igienico sanitarie dei detenuti sono sufficienti anche se risentono del ritardo negli interventi di manutenzione e ristrutturazione della casa circondariale di Opera e dell’istituto Beccaria”: a dirlo è Marco Bosio, direttore generale di Ats città metropolitana Milano che sottolinea anche che i problemi di sovraffollamento di San Vittore sono state risolti “attraverso il trasferimento dei detenuti”. Si è riscontrata, invece, una scarsa efficacia delle misure di contrasto di roditori e insetti. Questo sarà dunque uno dei temi che Ats si prefigge di affrontare nel 2016, insieme agli interventi di prevenzione sulle malattie infettive, all’avvio degli screening oncologici e all’organizzazione di incontri formativi per gli agenti di polizia penitenziaria. Presenti all’esposizione della relazione i rappresentanti dei vari istituti di detenzione. Gloria Manzelli, direttrice del carcere di San Vittore, ha annunciato che la consegna della cucina centrale del sesto reparto, voluta dal provveditore in sostituzione di quelle del terzo e quinto reparto, è prevista a breve. “Questo – spiega – risolverebbe quasi tutti i problemi evidenziati nella relazione”. Entro il 2016 dovrebbero, inoltre, essere finanziati i lavori di rifacimento degli impianti che risolverebbero le criticità riscontrate, come l’umidità. Per quanto riguarda i casi di tubercolosi, Manzelli ha spiegato che “tutti i detenuti vengono controllati all’ingresso e vengono sottoposti all’rx toracico. Solo dopo l’esame viene effettuata l’ubicazione”. Per la legionella invece la direttrice ammette che “ci troviamo impreparati perché non conosciamo la causa dei casi che si sono verificati solo nel quinto reparto, peraltro aperto da neanche 10 anni”. I casi di malattie infettive a San Vittore non hanno riguardato comunque il personale.

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