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domenica 19 novembre 2017 07:55:37
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CARCERI, RADICALI: “NUOVO AFFOLLAMENTO, OCCORRE SVOLTA CULTURALE E POLITICA”

26 maggio 2016 Omniparlamento

“I dati relativi al nuovo incremento del numero dei detenuti nelle carceri lombarde – con un' inversione di tendenza rispetto ad un calo temporaneo dovuto essenzialmente all'effetto della sentenza della Consulta sull'irragionevolezza della omogeneità di sanzioni tra droghe leggere e pesanti – testimoniano della distanza tra la realtà vissuta negli istituti penitenziari e la virtualità di politiche sul carcere figlie dell'emergenza rappresentata dal “problema” posto all' Italia dalla sentenza Torreggiani.
Se non si esce dagli interventi utili solo a rappezzare un vestito ormai sbrindellato, per aprirsi ad una “programmazione” razionale, democratica e civile sul carcere, proposta da cinquant'anni da Marco Pannella e dai radicali, saremo condannati a rincorrere le “sorprese” negative che ogni tanto la pubblicità dei dati propongono.
Occorre un approccio culturale diverso , la comprensione che il carcere va riservato alle condotte realmente antisociali e concepito in modo da evitare la ricaduta nel crimine”. E' quanto si legge in una nota diramata da Valerio Federico e Michele Capano, Tesoriere e membro di Direzione di Radicali Italian.
“Occorre una depenalizzazione seria, che riguardi condotte capaci di incidere significativamente sul carico processuale.
Occorre prevedere strumenti in grado di mettere gli istituti in comunicazione con l' ambiente e le città che li ospitano offrendo opportunità di lavoro e “alternative” in grado di limitare le recidive.
Ma fino a quando si avrà paura di perdere voti perché percepiti come “teneri” verso i detenuti questo non sarà possibile. La cartina di tornasole è rappresentata dalla pressoché unanimità dell'arco costituzionale nella contrarietà al provvedimento di amnistia individuato da anni da Marco Pannella e dai radicali come premessa ad una riforma del sistema punitivo e detentivo, oltre che via d'uscita urgente ed obbligata ad una condizione di criminalità istituzionale”.

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