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venerdì 18 agosto 2017 22:17:03
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CAMPO X, CENATI (ANPI): RICHIESTA ARCHIVIAZIONE GRAVE, STATO SI FACCIA SENTIRE

4 agosto 2017 Cronaca, Politica

“Inquietante e grave decisione della Procura della Repubblica di Milano”. Così in una nota il presidente provinciale di Anpi, Roberto Cenati interviene sulla richiesta di archiviazione per i militanti di estrema destra protagonisti lo scorso aprile di una commemorazione con saluto romano al Campo X del Cimitero Maggiore. Cenati in un lungo commento, postato anche sulla pagina Facebook scrive “La richiesta della Procura della Repubblica che dovrà essere vagliata da un Giudice per le indagini preliminari desta in tutti noi profonda inquietudine e preoccupazione. Milano e la Lombardia sono state da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo. L’assalto a Palazzo Marino del 29 giugno ha rappresentato un salto di qualità nella sfida alle istituzioni nella città Medaglia d’oro della Resistenza. Un blitz che aveva registrato un suo preambolo il 9 aprile scorso, quando alcuni militanti di CasaPound avevano inscenato una protesta contro l’accoglienza dei migranti durante una seduta del Consiglio Comunale di Monza. Una prova di forza che ha avuto il suo fondamento in quanto accaduto il 29 aprile al Cimitero maggiore di Milano, quando un migliaio di neofascisti sono andati a commemorare al campo X i caduti della Repubblica di Salò che ora, se la richiesta della Procura dovesse essere accolta, potrebbero essere assolti”. “Chiediamo allo Stato, in questa delicatissima fase del nostro Paese, fermezza e decisione per contenere e respingere ogni tentativo, oggi purtroppo ricorrente, di esaltazione del fascismo, applicando le leggi che già esistono – conclude Cenati – Ci dimostri questo Stato di essere finalmente quello Stato antifascista, delineato dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, sciogliendo gruppi dichiaratamente nazifascisti e infliggendo a chi fa apologia di fascismo, reato gravissimo nel nostro ordinamento costituzionale, quelle esemplari condanne che ancora oggi stiamo attendendo”.

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