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CALRE, CATTANEO: “BILANCIO MIO BIENNIO DA PRESIDENTE POSITIVO”

25 novembre 2016 Cronaca, Politica

Il bilancio dei due anni trascorsi a presiedere Carle, la conferenza che raggruppa le 74 assemblee legislative delle regioni d’Europa e che si è riunita per l’assemblea plenaria a Varese, è per Raffaele Cattaneo “sicuramente positivo. Lo è stato per me personalmente, spero che lo sia stato anche per l’associazione”. Lo ha detto il presidente del consiglio regionale lombardo a margine della conferenza stampa convocata a Villa Andrea. Ripercorrendo i temi affrontati e gli obiettivi raggiunti, Cattaneo ha spiegato che “nel primo anno abbiamo sviluppato una rete di rapporti in scala globale con altre associazioni simili, per esempio l’associazioni dei membri dei parlamenti degli Stati Uniti americani e le associazioni dei membri dei parlamenti regionali in Asia e abbiamo messo a tema il ruolo della rappresentanza regionale nel mondo. Quest’anno ci siamo concentrati sull’Europa e, con questa assemblea, in qualche modo passo idealmente il testimone, perché il mandato statutario termina qui e non può più essere rinnovato, al presidente dell’Andalusia, perché la voce delle regioni in Europa sia sempre più forte. Questo è stato il filo rosso di questi due anni. Ricostruire l’Europa partendo dall’idea dei padri fondatori, un’Europa dei popoli e delle regioni e non dei governi nazionali e delle burocrazie. La sfiducia dei cittadini sta crescendo. Dieci anni fa ben oltre la metà dei cittadini degli stati europei vedeva l’Europa come una prospettiva positiva, oggi purtroppo è il contrario. Sono solo due i paesi europei in cui oltre il 50% ha un giudizio positivo e paesi come l’Italia dove due terzi hanno un giudizio non positivo sull’Europa. Se non vogliamo perdere la strada che ha garantito 70 anni di pace e prosperità, al contrario di quello che è avvenuto con due guerre mondiali nei deve il precedenti, dobbiamo rifondare l’Europa partendo dal basso, partendo dalle regioni e dai territori”. A chi gli chiede quale sia la forza politica dell’Europa nel mondo risponde che “è proporzionale alla capacità dell’Europa di stare unita. Noi veniamo da una concezione per cui il mondo è l’Europa, solo un secolo fa un cittadino su tre era europeo, oggi non è più così e sarà sempre meno così. Già l’Europa faticherà ad essere protagonista del futuro se rimane insieme, se si divide non ci sarà un ruolo per nessuno, questo è uno dei grandi errori della Brexit”.

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