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Cala in Italia la spesa sanitaria: da 112 a 110 miliardi annui ma la Lombardia ‘tiene’

26 aprile 2016 Cronaca, Sanità

“Anche quest’anno le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, l’aumento dell’incidenza di alcune patologie tumorali prevenibili, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il settore della sanità”. E’ quanto evidenzia Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, in merito ai dati del rapporto Osservasalute 2015, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma. A livello nazionale, secondo l’indagine, a spesa sanitaria pubblica è passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014; una contrazione che, spiega il rapporto, “ha coinciso con una lenta ma costante riduzione dei deficit regionali. Tuttavia, tale riduzione è stata conseguita in gran parte tramite il blocco o la riduzione del personale sanitario e il contenimento dei consumi sanitari. A testimonianza di quanto detto, nel 2014 la dotazione di posti letto negli ospedali è pari al 3,04 per 1.000 abitanti per la componente acuti e allo 0,58 per 1.000 per la componente post-acuzie, lungodegenza e riabilitazione, tutti valori inferiori agli standard normativi. Nel contempo, la spesa per il personale, in rapporto alla popolazione, è diminuita del 4,4% tra il 2010-2013, passando da un valore di 606,9 euro a 580,1 euro”. Nel dettaglio, nel 2014, la spesa sanitaria pubblica pro capite in Italia è di 1.817 euro, in linea con il valore dell’anno precedente, segnando così un arresto del trend in diminuzione dal 2010.
Con tale valore medio, l’OCSE – spiega l’indagine – pone l’Italia tra i Paesi che spendono meno, tra i 32 dell’area OCSE, in termini pro capite. Nell’ultimo anno, ad esempio, il Canada ha speso oltre il 100% in più per ogni cittadino rispetto all’Italia, la Germania il 68% e la Finlandia il 35%, con la conseguenza che l’Italia si posiziona all’estremo inferiore dei valori pro capite insieme a Paesi per lo più dell’Europa dell’Est.
La spesa pro capite più alta si registra in Molise (2.226 euro) e la più bassa in Campania (1.689 euro). Il gap è di 537 euro. Fra il 2013 e il 2014 12 regioni hanno ridotto la loro spesa sanitaria pro capite, mentre 9 ne hanno incrementato il valore. Fra queste ultime, 3 sono regioni in Piano di Rientro (Campania +0,18%, Puglia +1,07% e Molise +6,23%). Le regioni più virtuose, con una riduzione inferiore al 2%, appartengono al Nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Piemonte). Per la Lombardia, invece, la spesa pro capite è pari a 1.842 euro. Considerando l’arco temporale 2010-2014, spiega il rapporto, si osserva un andamento altalenante ed un trend in minimo aumento (+0,9% contro il -2,3% del valore nazionale). Da evidenziare è il dato della Lombardia nell’ultimo anno che risulta in aumento.

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