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mercoledì 18 ottobre 2017 15:18:40
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Boldrini contro le fake news: “Sono un veleno per la democrazia, un progetto di educazione civica digitale”

29 settembre 2017 Politica

“Il tema delle fake news è un tema che considero estremamente importante, che coinvolge tutti a livello internazionale. Non è per niente esagerato parlare di guerra, una guerra in cui combattono soggetti economici e politici contro il diritto di ogni cittadino a essere correttamente informato”. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, nel suo intervento al workshop “Back to facts” all’interno del Prix Italia a Milano. “Finalmente stiamo uscendo da quell’atteggiamento per cui le bufale, le fake news e la disinformazione sono solo goliardate. No, non c’è nulla di cui ridere , non c’è da scherzare perché le fake news sono delle gocce di veleno che piano piano inquinano il territorio della democrazia e lo rendono peggiore” ha continuato la Boldrini, portando come esempi alcuni casi di fake news, tra cui quella che tempo fa coinvolse la sorella e alcuni casi di fake news internazionali riguardanti la Brexit, le elezioni americane e quelle francesi. “Le fake news non vogliono suscitare un sorriso, sono il carburante dell’odio e l’odio logora le società. Arrivano a distorcere il meccanismo del consenso e del dissenso. Per questo è un tema di democrazia: chi rappresenta assemblea elettorale ha il dovere di occuparsi di chi minaccia l’assetto democratico”. La presidente della Camera ha quindi spiegato:  “Ho radunato alla Camera 40 sigle di soggetti sociali tra cui Rai, Fieg, Facebook, Google e Confindustia, che possono influire e contribuire contro le fake news. Il risultato è il primo progetto di educazione civica digitale in Italia per promuovere il senso critico dei giovani e aiutarli a capire cosa e una fake e come difendersi”.  Il progetto sarà presentato il prossimo 30 ottobre insieme al ministro Fedeli. Le fake news – che la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha definito “un lavoro da sciacalli”, trovano terreno fertile in coloro che hanno una “fragilità culturale” e grazie alla “rabbia sociale che nasce da una condizione di disagio forte della popolazione. Gli spacciatori di falsità, che utilizzano le ferite sociali che abbiamo nella società, vanno affrontati con una politica che si occupi di più di quel disagio per prosciugare il bacino di utenza delle fake news. C’e bisogno di una politica che non sia sorda a quella rabbia e dia risposte concrete”, ha concluso Boldrini.

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