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BECCARIA, SAPPE: “NUOVI DETENUTI TENTANO INTRODURRE DROGA, AGENTI LI SCOPRONO”

5 luglio 2017 Cronaca

“Hanno tentato di introdurre droga nel carcere minorile Beccaria di Milano, l’attenta vigilanza e la professionalità degli uomini del Reparto della Polizia Penitenziaria ha impedito l’illecito posto in essere da alcuni detenuti neo giunti nella struttura detentiva”. Lo denuncia in una nota il segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe Alfonso Greco. “Ieri – spiega – erano entrati in carcere sei detenuti nuovi giunti, numero che per un carcere minorile sono tanti, e i poliziotti penitenziari sono rimasti colpiti dall’atteggiamento assunto da alcuni detenuti. Alle 18 circa, un ristretto giovane adulto chiede di scendere al campo per ritrovare l’orologio che gli era caduto giù: accompagnato dal personale di Polizia Penitenziaria, rinveniva l’orologio ma dopo poco chiedeva di essere nuovamente accompagnato con un altro detenuto perché, a suo dire, all’orologio mancava un pezzo più piccolo. Giunti sul posto, i poliziotti penitenziari hanno scorto uno dei due detenuti (uno italiano e l’altro del Nord Africa) che tentava di occultare nei pantaloni un pezzo presunto di hashish. Era da tempo che non accadeva che si facessero lanci all’interno del campo da calcio ed i due pensavano di trovare un personale di Polizia Penitenziaria stanco e forse distratto dopo sei nuovi ingressi, con un totale di 62 minori in un istituto dove dovrebbero essere 48. E invece hanno trovato poliziotti penitenziari attenti e scrupolosi, a cui va il nostro apprezzamento”. Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta: “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri in servizio nel carcere minorile di Milano, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere. Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere tanto più se destinato a minori, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.

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