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lunedì 23 ottobre 2017 17:15:21
omnimilano

Bagarre in consiglio regionale per il ritorno di Mantovani
Ex assessore in aula: “Estraneo ad accuse”

3 maggio 2016 Politica

Protesta del M5S che ha srotolato un grosso striscione con la scritta ‘Onestà” e gridato ‘Vergogna’ 

Protesta del Movimento 5 Stelle oggi al Pirellone per il ritorno di Mario Mantovani, tornato tra i banchi del consiglio regionale per prendere parte alla seduta odierna dopo che sono cadute le misure cautelari da cui era stato raggiunto nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione e turbativa d’asta.. Al suo ingresso in Aula i rappresentanti del Movimento, occupando i banchi della presidenza, hanno srotolato un grosso striscione con la scritta ‘Onesta” e gridato ‘Vergogna’. Mario Mantovani, ex assessore alla Sanita’, indagato per tangenti, mancava dal Consiglio regionale dallo scorso ottobre quando venne arrestato. Passato poi ai domiciliari, e’ tornato in liberta’ le scorse settimane per un vizio procedurale ed e’ stato quindi reintegrato come da regolamento in Consiglio regionale, dove oggi ha ripreso posto fra i banchi di FI.

Bagarre poi dopo la richiesta di Mario Mantovani di intervenire durante i lavori per ‘motivi personali’. Di fronte alla richiesta dell’ex assessore alla sanita’ si e’ scatenata la protesta del Movimento Cinque Stelle che gia’ occupava i banchi della presidenza. I pentastellati hanno riportato in Aula lo striscione con la scritta ‘Onesta”, gia’ esibito ad inizio lavori, ed altri volantini. Alcuni consiglieri del Movimento si sono anche posizionati davanti al banco di Mantovani, suscitando la reazione di alcuni esponenti del centrodestra e anche di parte del ‘pubblico’ sulle  tribune riservate ai cittadini, arrivato a sostenere Mantovani fin da inizio mattinata. L’ex assessore ha quindi  rinunciato all’intervento e la seduta e’ stata sospesa.

Successivamente, Mantovani è intervenuto in consiglio dopo la sospensione: “Io mi sento estraneo da tutte le accuse mosse”, ha detto. “Il rientro tra i banchi di questo Consiglio potrebbe apparire come prima vittoria – ha detto l’ex assessore alla Salute in un altro passaggio del suo breve intervento – ma non e’ di questa vittoria che ha bisogno Lombardia e che ha bisogno l’Italia”. “Sarei potuto uscire in silenzio – ha poi aggiunto in un altro passaggio – e invece sono qui per dire che non fuggo, ma affronto la sfida forse piu’ drammatica che ho dinnanzi, dopo la morte”. Quanto alla vicenda giudiziaria, Mantovani ha tenuto a precisare di non essere stato liberato “per un cavillo” ma “perche’ il provvedimento di un giudice era inefficace perche’ depositato oltre termine di legge e i termini sono fissati proprio per evitare abusi”. Ribadendo la sua estraneita’ alle accuse che gli sono state mosse, l’ex assessore ha anche esortato tutti gli amministratori che hanno avuto a che fare con lui “a rivolgersi agli organi competenti” se oggetto di pressioni da parte sua “compiere azioni contro i doveri d’ufficio”.

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