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lunedì 20 novembre 2017 20:15:37
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Autonomia, Maroni in aula dopo il voto: dalla Lombardia un “manifesto del neoregionalismo”

24 ottobre 2017 Politica

“Oggi noi abbiamo più di 3 milioni di cittadini lombardi che rappresentano per me il peso politico, sociale e economico che volevo e che, sono certo, mi consentirà di avere nella trattativa con il governo argomenti che senza questo referendum non avremmo potuto avere”. Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Maroni intervenendo in Consiglio regionale sull’esito del referendum per l’autonomia che ha visto recarsi alle urne oltre 3 milioni di lombardi.  Maroni ha quindi sottolineato: “Sono determinato a scrivere questa pagina prima che si concluda la legislatura. Invito a mettere da parte le polemiche e a prendere atto che il referendum c’è stato e che ci dà questa opportunità”. “Oggi – ha anche detto – comincia la partita vera: invito a partecipare a questo percorso tutti, anche quelli che si erano schierati contro, voglio pensare che l’essersi schierati contro non fosse perchè non si vuole autonomia, ma per un discorso di opportunità. Bene ora il referendum si è fatto, abbiamo di fronte una strada esaltante, possiamo scrivere una pagina di storia nel senso del regionalismo e del federalismo”. Riguardo alle richieste al governo,  “Dobbiamo avere l’ambizione di chiedere al Governo di darci tutte e 23″ le materie consentite dalla Costituzione”, ha sottolineato il governatore che si è soffermato poi in particolare su alcune materie, tra cui il “coordinamento della della finanza pubblica e del sistema tributario”. “Chiedermo di darci lo spettro più ampio possibile -ha detto – credo che la Regione debba poter gestire sistema tributario coordinandosi con il Mef”. Questo, ha spiegato Maroni vuol dire “vantaggi diretti e indiretti”: non è detto che significhi aumentare le entrate, ma ad esempio abbassare la pressione fiscale” . Tra le altre materie, Maroni ha citato anche, ad esempio, la previdenza complementare e la tutela dell’ambiente e l’istruzione.

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