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mercoledì 15 agosto 2018 06:55:44
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Artigianato, in Lombardia giù imprese e addetti, under30 -5,8%, stranieri +2,2

25 luglio 2018 Economia

Luci e ombre sull’artigianato secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi, elaborati dall’Unione Artigiani di Milano e Monza-Brianza, aggiornati al secondo trimestre 2018. In Lombardia le imprese artigiane calano in un anno dello 0,7%, passando da 247.566 a 245.729 realtà attive, mentre Milano e provincia si presentano in controtendenza segnando un positivo + 0,3%. Le ditte artigiane milanesi sono oggi 68.839 rispetto alle 68.657 di giugno 2017. In discesa il numero degli addetti, che in Lombardia scendono da 529.542 a 526.204 (-0,6%), a Milano del -0,7% (erano 126.789, sono oggi 125.945). Solo Mantova registra una crescita degli occupati pari all’1% netto, da 27.941 a 28.215 dipendenti, mentre la maglia nera regionale spetta a Cremona che vede calare gli addetti del -2,6% (erano 18.927, sono 18.434). Male anche Monza e la Brianza (-1,1%), che passa da 45.306 dipendenti a 44.793. In questo quadro, le note dolenti giungono in particolare dai giovani, che confermano la netta emorragia in atto. In Lombardia gli under30 artigiani calano in media del -5,8%, da 25.815 a 24.308. Malissimo Cremona (-10,4%) e Lodi (-10,3%). Milano si difende restando poco sopra la media, -5,3%, registrando 6.862 artigiani attivi contro i 7.247 di un anno fa. Meglio Monza-Brianza, la migliore delle province lombarde, che attenua le perdite al -3,4% (da 2.202 a 2.127 giovani piccoli imprenditori). In controtendenza rispetto agli under30, gli artigiani di origine straniera. In regione crescono del +2,2% (da 44.062 a 45.017), ma è a Milano, la migliore performance tra le province lombarde, che i piccoli imprenditori stranieri presentano un andamento particolarmente positivo: +3,7% in dodici mesi, passando da 17.905 a 18.565. Bene anche Monza-Brianza (+3,2%), da 3.375 a 3.482, male invece la sola Mantova che segna un calo del -2,1% (erano 2.407, sono 2.356). Con il segno più anche l’andamento delle imprese artigiane in rosa. Le titolari lombarde crescono in media del +1,2% in regione (da 37.865 a 38.328), con punte positive a Sondrio (+3,1%; da 613 a 632), Monza-Brianza (+2,5%, da 3.032 a 3.108), Milano (+1,9%, da 10.675 a 10.878). Unico neo, Cremona che registra un calo del -0,6% (da 1.417 a 1.409 odierne).

Tra i principali settori, in Lombardia crescono discretamente i servizi di comunicazione e informazione (+3.6%) e i servizi di noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle imprese (+3,5%), mentre risultano ancora in difficoltà le costruzioni (-1,3%) e le attività manifatturiere (-1,9%). A Milano tra le attività in positivo figurano i servizi di informazione e comunicazione (+4,6%), i servizi di supporto alle imprese (+2,9%), le nuove professioni legate all’innovazione digitale nell’ambito delle funzioni scientifiche e tecniche (+2,3%) e le costruzioni (+0,4%). In calo i mestieri manifatturieri tradizionali (-1,3%) e trasporti e logistica (-0,5%). “La situazione che emerge da questa analisi attualissima – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero – è quella di un artigianato che lentamente attenua le perdite di imprese attive e che vede in Milano, già in fase di crescita, un volano potenzialmente in grado di trainare in positivo l’intera regione. Donne e stranieri confermano la propensione all’imprenditorialità, mentre restano preoccupanti i dati relativi all’artigianato giovane. L’auspicio è che gli interventi a sostegno delle start up promossi dalla Camera di Commercio e di incentivo agli insediamenti in aree urbane dismesse, come per esempio il progetto ‘Metter su bottega’ del Comune di Milano, consentano a diversi under30 di avviare piccole attività invertendo il trend negativo che oggi registriamo.” “Confortanti – conclude Accornero – i segnali relativi all’andamento dell’edilizia a Milano, settore importante e trainante che auspichiamo rispecchi l’avvio di una concreta ripresa anche a livello regionale, e quelli legati all’innovazione. L’artigianato dimostra di essere capace di cogliere le spinte verso la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica, pur conservando le proprie inimitabili fondamenta tradizionali.”

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