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martedì 24 ottobre 2017 05:47:37
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ARTIGIANATO, IMPRESE A MILANO CRESCONO: “IMPRENDITORIA STRANIERA RISORSA”

26 aprile 2016 Imprese

A Milano crescono le imprese artigiane al primo  trimestre 2016 rispetto a un anno fa, secondo una elaborazione dell’Unione  Artigiani su dati Camera di Commercio.  A fine marzo 2016 sono 68.081 rispetto alle 67.731 di marzo 2015, +0,5%.  Trainano l’aumento l’istruzione (+11%), le attività immobiliari (+6,7%), la  comunicazione (+5,3%), i servizi alle imprese (+5,2%). Ancora di più le  localizzazioni delle imprese, che aprono in vari punti del territorio, a  quota 73 mila a Milano, + 0,6% in un anno. In un anno il settore diventa più  femminile, + 2,1% le imprese di donne, che superano le 10 mila.  Un settore, quello artigiano, con 127 mila addetti sul territorio. Imprese  artigiane straniere a + 6,8% in un anno. Mentre gli italiani sono in calo del  -1,2%.  In Lombardia il settore è in calo del -1% in un anno. In crescita il  settore dei servizi alle imprese, +5,7%, dell’istruzione, +5%, le attività  immobiliari, + 3%, la comunicazione, + 5%, le attività del tempo libero, +  2,6%. Anche se crescono le imprese femminili, 37 mila, +0,8%, ma non  abbastanza da bilanciare l’andamento generale. Anche per le localizzazioni  c’è un calo del -1%, sono 272 mila. Un settore con 537 mila addetti in  Lombardia. Sono 251 mila le imprese di stranieri, in crescita del +2,8%,  rispetto al calo degli italiani di – 1,7%.  Tengono le imprese di artigiani a Monza e Brianza e restano stabili, calano  del -1% a Brescia, Bergamo e Varese e si riducono ancora di più nelle altre  aree lombarde.  “I dati fotografano una situazione conosciuta – commenta il segretario  generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero -, dove l’imprenditoria  straniera rappresenta una risorsa per la crescita dell’artigianato, se svolta  nel pieno rispetto delle regole, senza concorrenza sleale. Con 127mila  addetti nel milanese e ben 537mila in Lombardia, l’artigianato si conferma  come elemento importante nel quadro dell’economia regionale. Occorre  prestargli più attenzione sia sotto il profilo dello snellimento burocratico  e del peso fiscale, sia per l’accesso al credito, vitale per permettere alle  micro e pmi di investire in innovazione.”

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