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venerdì 18 agosto 2017 18:22:20
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ARCHIVIO SINDONA, RECUPERATO DA CAMERA COMMERCIO DIVENTA CONSULTABILE

11 ottobre 2016 Cronaca

L’archivio della Banca Privata Italiana di Sindona è stato riordinato e sarà ora possibile utilizzare anche queste carte per ricostruire le vicende legate alla bancarotta e alla successiva liquidazione dell’istituto presieduto dal discusso finanziere. L’archivio è oggi conservato dalla Camera di commercio di Milano per conto dell’Archivio di stato di Milano. In questi anni la stessa Camera di commercio e il Centro per la cultura d’impresa si sono occupati del riordino e del recupero dell’intero archivio. E per il prossimo anno è pronto un finanziamento per una borsa di studio. Domani in Camera di commercio la tavola rotonda sul crack: “Michele Sindona. Una storia di banche, intrighi e potere”. Interverranno: Antonio Calabrò (Vicepresidente del Centro per la cultura d’impresa), Giuseppe De Luca (Università degli studi di Milano), Marco Magnani (Banca d’Italia), Mario Sarcinelli (economista), Giuliano Turone (magistrato e giudice emerito). L’appuntamento è stato organizzato dalla Camera di commercio di Milano e dal Centro per la cultura d’impresa. Il convegno si svolgerà in Camera di commercio, a Palazzo Affari ai Giureconsulti, piazza Mercanti 2, mercoledì 12 ottobre alle ore 10. Verrà distribuito un estratto della rivista “Il Mulino” su Michele Sindona in uscita sul n.5/2016 il prossimo 13 ottobre.
“Questo archivio, grazie al suo riordino, rappresenta una nuova fonte di informazioni utili per la ricostruzione di una particolare vicenda storica del nostro Paese – ha dichiarato Alberto Meomartini, vice Presidente della Camera di commercio di Milano -. La sua riscoperta è, in un certo senso, anche la conferma del ruolo della Camera di commercio, di custode della memoria delle imprese. Al di là della sua funzione amministrativa, il Registro delle imprese conserva i documenti più significativi che ogni impresa produce durante la sua esistenza, è il contenitore della memoria economica delle società.”. La documentazione è pari a 8.944 fascicoli, 200 metri lineari: 6.300 riguardano l’attività delle banche che nel 1974 divennero Banca Privata Italiana, i rimanenti l’attività liquidatoria comprendente anche le relazioni di Giorgio Ambrosoli e di coloro che seguiranno al suo omicidio, gli interrogatori e gli atti di una miriade di società di facciata dell’universo Sindona.
Banca Unione, Banca Privata Finanziaria, Banca Privata Italiana: la storia dei tre istituti è ricostruibile attraverso atti societari (verbali di CdA e assemblee dei soci), fascicoli delle operazioni bancarie (coi fidi, fonte di autofinanziamento per le società di Sindona), contabilità su cui l’attenzione della Banca d’Italia nei primi anni Settanta si focalizza, tutto quanto riguarda il funzionamento di istituti bancari. Dal 1974 in poi nell’archivio si forma una produzione documentale collegata al fallimento societario, che in questo particolare caso aveva risvolti delittuosi: da qui gli atti prodotti da Giorgio Ambrosoli, le indagini condotte dai commissari, i fascicoli attraverso cui si può indagare il mondo delle società italiane e estere che Michele Sindona utilizzava.

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