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lunedì 20 novembre 2017 20:01:46
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Al via al Pirellone il lavoro sulla risoluzione, Cattaneo: “Bozza condivisa, ma non annacquata”

31 ottobre 2017 Autonomia, Politica

La bozza di risoluzione per la trattativa sull’autonomia con il Governo arrivata oggi in Commissione Affari Istituzionali al Pirellone è frutto di un “confronto molto positivo, che ha permesso con spirito costruttivo, con il contributo di tutti i gruppi di arrivare a un primo testo condiviso”. Lo ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo al termine della riunione durata tutta la giornata che ha portato alla bozza ora sottoposta alla Commissione, riunita dal tardo pomeriggio al Pirellone. Cattaneo ha parlato di una “base di partenza molto solida e positiva per arrivare il 7 novembre in Aula con un testo possibilmente votato all’unanimità o almeno a larghissima maggioranza”. “Sarebbe stato possibile approvare una risoluzione bandiera con richieste eclatanti ma senza sbocco concreto – ha detto – questa scelta invece ha permesso di arrivare a un testo meno vessillo politico da sbandierare ma più forte dal punto di vista del peso politico-istituzionale nei confronti del governo”. Entrando nel merito, la bozza, ha riferito il presidente del Consiglio regionale, “include tutte e 23 le materie e quindi rispetta il mandato referendario, dettagliando in maniera analitica le richieste specifiche su ogni materia della Regione”. Su queste è stato poi avviato un lavoro per definirne il grado di priorità, che sarà ultimato nei prossimi giorni. Arrivare a un “consenso che tende all’unanimità”, ha sottolineato Cattaneo “non è stato facile”, ma “è stato comunque possibile grazie alla disponibilità della maggioranza a togliere dalla risoluzione tutti ‘i giudizi di valore sul modello lombardo’ e dall’altra grazie all’accoglimento di una serie di richieste di riformulazione di alcuni elementi avanzate dalla minoranza senza però rinunciare ad alcuno dei punti i contenuto”. “Non è una risoluzione annacquata”, ha tenuto a precisare il presidente del Consiglio regionale che ha anche definito la proposta lombarda “è più ampia e ambiziosa di quella approvata dalla Regione Emilia Romagna. Ma forse meno ardita ardita del Veneto”.

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