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AGROALIMENTARE, EXPORT DA 36,7 MLD: ARRIVA ‘MAPPA’ PER CONOSCERE MERCATI

17 novembre 2016 Imprese, Senza categoria

L’agroalimentare “made in Italy vale 36,7 miliardi di euro all’anno e cresce del 7,4%. Per sapere dove va e da dove parte l’export, quali sono i maggiori mercati di sbocco e i prodotti più apprezzati arriva la mappa: “L’agroalimentare italiano nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano e Coldiretti, con Promos, azienda speciale della Camera di commercio per le Attività Internazionali. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile in internet sul sito di Promos. Per Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano e Direttore Coldiretti Lombardia: “I tesori agroalimentari dei nostri territori sono veri e propri ambasciatori del Made in Italy nel mondo: raccontano il nostro Paese e uno stile di vita fatto di qualità del cibo e di cura della comunità, di tradizione ma anche di innovazione. Un sistema produttivo dove l’indicazione di origine in etichetta è caratteristica fondamentale per vincere la sfida dei grandi mercati internazionali”. Per Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo: “La filantropia è fondamentale per il sostegno alla ricerca scientifica a favore dei sistemi agroalimentari e verso una maggiore sostenibilità. L’impegno della Fondazione in questo ambito è significativo, anche nel promuovere la collaborazione con altri soggetti filantropici a livello nazionale e internazionale, ad esempio la francese Fondation Agropolis. Abbiamo iniziato nel 2007 con il Progetto AGER, coordinando un partenariato di 13 fondazioni italiane, per supportare la ricerca nei settori che rappresentano l’eccellenza agroalimentare italiana: dal cerealicolo (frumento duro e riso) e ortofrutticolo (melo, pero, IV gamma), al vitivinicolo e zootecnico (suino). AGER ha permesso di allocare risorse per oltre 25 milioni di euro a favore di 16 progetti, che hanno coinvolto oltre 46 tra università e centri di ricerca su tutto il territorio nazionale; abbiamo poi lanciato una nuova edizione del progetto in collaborazione con altre 9 fondazioni italiane, con altri 7 milioni di euro per progetti di ricerca nell’ambito di 4 nuovi settori: acquacoltura, agricoltura di montagna, olivo ed olio e prodotti caseari. I dati della Camera di Commercio e Coldiretti confermano l’importanza del sostegno alla ricerca scientifica in questo ambito e che la collaborazione tra pubblico, privato e organizzazioni filantropiche è vincente. L’agroalimentare è un settore strategico, anche per creare occupazione, oltre che per la genuinità di quello che finisce sulle nostre tavole “. Riguardo nello specifico ai dati sull’agroalimentare italiano nel mondo, Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera concentrano la metà dell’export. Tutte le principali destinazioni sono in crescita, in particolare Stati Uniti (+19,7%) e Regno Unito (+8,6%). Ma i prodotti “made in Italy” raggiungono anche Giappone (al 10° posto), Canada (11°), Australia (16°) e Cina (17°). E se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini, acque minerali e olii, la Spagna per pesce fresco, la Grecia e le Filippine per alimenti per animali. In forte crescita Cina per latte, amidi, tè, caffè e vini, Arabia Saudita per frutti e prodotti da forno, Australia per pasta e piatti pronti, Turchia per cioccolato, Ungheria per carne lavorata e conservata, Polonia per pesce conservato, gelati e condimenti, Belgio per acque minerali. Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano su dati Istat, anni 2015 e 2014. I prodotti “made in Italy” più esportati sono i vini che raggiungono i 5,4 miliardi di euro, vengono poi pane, pasta e farinacei con 3,6 miliardi di euro ma anche frutta e ortaggi lavorati e conservati con 3,4 miliardi di euro. Gli aumenti più consistenti si registrano per acque minerali (+21,1%), alimenti per animali (+20%), prodotti non lavorati da colture non permanenti tra cui cereali, riso, ortaggi (+15,5%), tè e caffè (+11,2%). I maggiori esportatori italiani del settore sono Verona con 2,7 miliardi di euro, Cuneo con 2,5 miliardi e Parma con 1,6 miliardi, Milano è quarta con 1,5 miliardi, il 4,1% del totale. Seguono Bolzano, Salerno e Modena. Tra le prime venti posizioni la maggiore crescita a: Napoli (+24,6%), Firenze (+23,4%) e Bergamo (+22,7%). La Lombardia con 5,6 miliardi di export rappresenta più di un settimo del totale italiano. Oltre a Milano, 4° in Italia, tra le prime 20 ci sono anche Bergamo 12° e Mantova 17°. La Lombardia per peso sul totale nazionale si distingue in prodotti lattiero-caseari dove rappresenta il 36,4% con Mantova 3°, Pavia 4°, Cremona 6°, Brescia 7°, Bergamo 9°, Milano 10° e Lodi 18° e in pesci, crostacei lavorati e conservati, 31% del totale, con Como leader italiana (27,8%, +13,1%) e Brescia 10°. Pavia è invece al primo posto per granaglie, amidi e prodotti amidacei (17,6% nazionale, +3%).

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