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Acido, foto con Levato “marchiata come bestiame”: in udienza sentito perito

29 febbraio 2016 Cronaca

Si è aperto con la testimonianza del perito del tribunale Mattia Epifani l’udienza a carico di Alexander Boettcher, accusato insieme a Martina Levato e Andrea Magnani di alcune aggressioni a base di acido. Epifani, incaricato di estrarre i dati dall’IPhone del broker, dotato di codice di blocco, ha portato a termine il lavoro e ha consegnato i dati che, secondo il legale di Giuliano Carparelli, fotografo scampato all’aggressione in 15 novembre 2014, sono “significativi” perché sono una “conferma ulteriore della presenza di Boettcher durante gli agguati”. Il contenuto comprende alcune chat in cui Alexander parla di marchiature sul corpo di Martina perché “il padrone marchia il bestiame”. Sarebbero state anche estrapolate foto in cui risultano “marchiature su Martina anche nelle parti intime”.
I dati confermerebbero che durante gli agguati il cellulare di Boettcher non registra traffico dati, il che per la difesa Carparelli significa che “durante gli orari degli agguati Boettcher ha l’accortezza di tenere sempre cellulare spento per non essere rintracciabile”. Dal contenuto dell’IPhone, che è stato analizzato dalle parti civili per l’80-90%, si evidenzia come “Boettcher si faccia raccontare tutto quello che Martina fa e gli approcci” con quelle che poi diventeranno le vittime degli agguati. Lui si mostra “turbato” da questi racconti e riprende nelle chat il discorso sulla purezza dell’amante.  Nell’udienza Epifani ha anche spiegato che “alcune tipologie di dati, come le mail, non sono estraibili con le tecniche messe a disposizione da Apple e che sono state sviluppate dai vari software di analisi forense. Estrarre le e-mail è tuttavia possibile e richiede una operazione invasiva sul dispositivo che rischia di compromettere l’integrità del telefono e dei dati contenuti. In questa prima fase abbiamo preferito non farlo anche perché nessuno – né la difesa né l’accusa – ha manifestato la necessità di farlo. È una operazione che tecnicamente si può provare, con dei rischi”.  Interrogato davanti al collegio presieduto da Elena Bernante, il perito aveva detto che “Apple non ci consente di essere padroni del telefono e di avere a disposizione tutti i dati”, citando la polemica scatenata tra Apple e Fbi in questi giorni. Fuori dall’aula ha precisato che “non serve l’intervento di Apple per questo tipo di attività. In quella specifica versione di telefono e di sistema operativo ci sono software che permettono di bypassare questa protezione e quindi estrarre tutto il contenuto, comprese le mail. Il problema è diverso rispetto a quello di cui si parla adesso tra Apple e Fbi la differenza sta nel sistema operativo”. Il telefono sequestrato a Boettcher ha sistema operativo ios 8, quello sequestrato dall’fbi è ios9. Stando a quanto dice Epifani, se per ios8 esistono già i sistemi per bypassare i blocchi, questi non sono ancora disponibili per ios9, che è l’ultimo sistema operativo della casa di Cupertino.

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