"/>
giovedì 24 agosto 2017 07:09:03
omnimilano

Acido, Boettcher condannato a 23 anni
Savi: “Spero che non esca più”

30 marzo 2016 Cronaca

  È stato condannato a 23 anni di reclusione Alexander Boettcher, il broker 31enne imputato di associazione a delinquere e lesioni gravissime nel processo di primo grado con rito ordinario che si è svolto davanti all’undicesima sezione penale del tribunale. Il dispositivo è stato letto dalla presidente del collegio Elena Bernante. Presenti alla lettura della sentenza anche Stefano Savi, aggredito con l’acido il 2 novembre 2014 e accompagnato dal padre Alberto, Antonio Margarito che ha subito un tentativo di evirazione nella notte tra il 19 e il 20 maggio dello stesso anno e che era in aula con la sorella e Gherardo Barbini, padre di Pietro sfregiato nell’agguato del 28 dicembre 2014. Il pm Marcello Musso aveva chiesto 26 anni. Boettcher era stato già condannato a 14 anni insieme all’ex compagna Martina Levato per l’aggressione a Pietro Barbini, l’ex compagno di liceo di Levato aggredito il 28 dicembre 2014, giorno in cui “la coppia diabolica” è stata arrestata in flagranza. Per gli stessi reati per cui oggi è stato condannato Boettcher, la sua compagna e il presunto complice Andrea Magnani, che hanno scelto il rito abbreviato,  sono stati già condannati rispettivamente a 16 anni e 9 anni e 4 mesi.

“Spero che Boettcher non esca più” dal carcere. Lo ha detto Stefano Savi, sfigurato sotto casa in via Quarto Cagnino a Milano la sera del 2 novembre  2014, dopo la lettura del verdetto. Stefano Savi ha detto di essere “sollevato” perché con la decisione presa dai giudici dell’undicesima sezione penale “giustizia è stata fatta”. Savi ha partecipato a molte delle udienze e ha tenuto sempre “un atteggiamento umile”. Con il Boettcher, in aula, c’è stato “solo un gioco di sguardi e nulla di più”. Da domani “si ricomincia – ha concluso Savi.

Condividi questo articolo