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mercoledì 20 settembre 2017 16:53:38
omnimilano

A Legnano chiesa gremita e commozione per funerali di Bruno Gulotta, ucciso nell’attentato di Barcellona

24 agosto 2017 Cronaca

“La vita non si toglie, la vita si dona. E allora la prima parola detta in modo forte e non arrogante, è certamente di condanna senza se e senza ma nei confronti di ogni violenza e soprattutto di quella perpetrata nel nome di Dio. Non si può uccidere, tanto meno nel nome di Dio. Questa cosa è gravissima e non può avere seguito”. Così don Angelo Cairati, monsignore di Legnano, ha esordito nel suo discorso in ricordo di Bruno Gulotta, 35enne di Legnano ucciso durante l’attentato di Barcellona dello scorso 17 agosto. Di fronte a questi fatti, ha proseguito monsignor Cairati celebrando i funerali del giovane “il compito che abbiamo davanti è un compito educativo: dobbiamo rieducare le giovani generazioni ai valori della solidarietà e della democrazia. Al di là di ogni credo, ci unisce l’umanità e noi non possiamo perderla”. Poi un appello ai media:”vorrei che i media, al di là dei fatti di cronaca, diffondessero la speranza. C’è ancora tanta brava gente, – ha detto rivolgendosi alla compagna di Gulotta, Martina – come te e la tua famiglia, e il mondo è ancora un bel posto, dobbiamo difenderlo”. Don Cairati ha spiegato di aver avuto modo di vedere la famiglia di Bruno Gulotta e di aver chiesto loro di condividere un ricordo: “loro – ha riferito -hanno detto che Bruno teneva alla sua famiglia e che al primo posto c’erano Martina e i suoi affetti. Arrivato a Barcellona aveva chiamato per dire siamo un po’ stanchi, ma siamo arrivati e quando quel folle gli si è buttato contro la prima cosa che ha pensato Bruno è stata di proteggere il suo bambino”, ha concluso monsignor Cairati ricordando il sacrificio di Bruno per salvare il figlio Alessandro che, insieme alla piccola Aria di 7 mesi, era con i genitori per la vacanza nella città catalana.

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